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Canottaggio: Claudio Loreto e Stefano Bellio realizzano la grande impresa a Ginevra

Genova. Luca Frigo (Canottieri Arolo), Stefano Bellio (Sportiva Murcarolo), Claudio Loreto (Rowing Club Genovese), Giuseppe D’Urso (Lega Navale Siracusa) e Gaetano D’Urso (City of Derry Boat Club, Irlanda). Sono gli straordinari protagonisti della grande impresa remiera nella 42ª edizione del “Tour du Leman a l’Aviron”.

I genovesi Loreto e Bellio, insieme ai loro compagni di voga, realizzano il giro completo del lago di Ginevra, con il suo percorso di 160 chilometri. Parliamo della gara di canottaggio più lunga del mondo, disputata sabato 27 settembre con partenza alle ore 8 dalla Società Nautica di Ginevra. Decimo posto per l’equipaggio italiano, giunto all’arrivo alle ore 22,17 (per un totale quindi di 14 ore e 17 minuti di voga) a bordo di una imbarcazione messa gentilmente a disposizione dal Cantiere Nautico “Salani”. Sfida contro Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Gran Bretagna e Olanda.

Giornata nel complesso meteorologicamente favorevole, con sole e bacino lacustre abbastanza calmo, tranne una fase di circa tre ore con vento contrario a prua e onde laterali comunque di non eccessivo disturbo per l’andatura delle imbarcazioni in gara. In serata invece la temperatura è calata notevolmente e l’ultimo timoniere di turno (Stefano Bellio), nonostante si fosse avvolto in un telo termico, è stato al limite dell’ipotermia (i vogatori si sono alternati al timone nel corso della regata).

Prova fisicamente (ma forse ancor più psicologicamente) davvero massacrante. La stanchezza finale è tale che Loreto, ad esempio, la notte, nel bunker anti-atomico in cui erano ospitati gli equipaggi, non è riuscito a chiudere occhio (successivamente accuserà forti risentimenti al braccio sinistro). Il “sapere gestire” (e poi quindi superare) i crampi, dovuti alla progressiva disidratazione, è uno dei “fondamentali” in una regata di questo tipo. Le piaghe alle mani possono diventare davvero insostenibili. Luca Frigo si è spaventato allorchè si è pesato al termine della regata: 10 chilogrammi in meno; principalmente liquidi persi. Il giorno successivo l’equipaggio si è dedicato a… bere e mangiare!