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Calcio: “Cinque domande” a Schelotto, presidente dello Sciarborasca

Cogoleto. Il campionato di Prima Categoria, girone A, è partito con una sorpresa, targata Sciarborasca, che – all’esordio assoluto a questi livelli – s’è tolto lo sfizio di battere il Celle di Grabinsky, una della squadre che alla vigilia del torneo veniva data (e a nostro avviso lo è tuttora) tra le favorite alla vittoria finale.

Carlo Schelotto, presidente della squadra della frazione di Cogoleto, con qualche radice di parentela con l’omonimo giocatore italo argentino del Chievo, è “ai sette cieli” … è il personaggio giusto per avviare una nuova rubrica : “Cinque domande”.

Presidente, esordio con il botto… te l’aspettavi?

“Dentro di me, da primo tifoso, ci speravo, ma confesso che – per scaramanzia – cacciavo via dalla mente il pensiero, quando veniva a galla! Eravamo all’esordio assoluto in questo torneo, ma – dopo un inizio guardingo – quando abbiamo capito che potevamo giocarcela alla pari con la più quotata avversaria, è cresciuta l’autostima dei giocatori in campo, che hanno iniziato a crederci, al punto di riuscire, meritatamente, a compiere un’impresa, che ci fa incamerare tre punti preziosi, fermo restando che il nostro obiettivo finale era, in partenza e resta tuttora, la salvezza. Al riguardo un’ulteriore verifica delle nostre potenzialità l’avremo domenica prossima, quando ospiteremo gli imperiesi del Don Bosco Valle Intemelia.

Quali differenze hai trovato con i gironi genovesi?

“E’ troppo presto per dare un giudizio ponderato. La prima impressione è che gioco e livello tecnico siano abbastanza simili. Durante la preparazione abbiamo affrontato squadre savonesi, proprio per metabolizzare in fretta il cambio di provincia. Credo che una differenza possa presentarsi nell’importanza del ‘fattore campo’, soprattutto quando si dovrà giocare in Val Bormida e nell’imperiese, fatto che per noi implica lunghe trasferte, in cui l’impegno mentale dei giocatori potrebbe dover essere maggiore”.

Come si stanno comportando i giovani della rosa?

“Nella partita di Celle erano assenti il forte portiere Maralino, classe ’94, per influenza e l’attaccante Angella, causa problemi fisici. Hanno, invece, disputato una buona gara il ’94 Caviglia, nel ruolo di difensore centrale ed il ’97 Patrone a supporto, con Cilione, della prima punta Firpo. Nella seconda frazione di gara, è subentrato anche il ’93 Baratto. Mi ha colpito la voglia, la determinazione messa in campo da tutti: col tempo acquisiranno più esperienza e questo ci tornerà utile”.

Chi sarà il giocatore rivelazione nella tua squadra?

“Dire Tortarolo sarebbe facile, vista l’esperienza del difensore savonese. Cito dunque Cilione, ancorché anche in questo caso non si tratterebbe di una rivelazione, perché stiamo parlando di un calciatore che ha già giocato a livelli superiori. Saranno utili entrambi per svezzare i nostri giovani: Gravina, ad esempio, un ragazzo tutto sostanza e cuore”.

Giocare in casa la domenica mattina, può creare problemi?

“No, già lo scorso anno, in Seconda categoria, disputavamo le gare interne alle 10,30, per cui i ragazzi non avranno nessun tipo di problema nell’affrontare le gare nell’orario mattutino. In trasferta, peraltro, scenderemo in campo regolarmente nel pomeriggio”.