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Amianto, lavoratori in Regione: “Aspettiamo risposte, pronti a nuove proteste” fotogallery

Genova. “L’amianto uccide, restituiteci i nostri diritti”. Recita così lo striscione che ha aperto la manifestazione di circa 200 persone, tra lavoratori e pensionati, coinvolte nel caso amianto. Un corteo breve, partito da piazza De Ferrari, e arrivato davanti al Consiglio regionale della Liguria.

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“Oggi siamo qui – spiega Antonio Perziano della Cgil – per incontrare i capigruppo dei partiti a cui chiederemo un incontro con i parlamentari liguri ed il presidente Claudio Burlando. Noi siamo stati ricevuti da ministro del Lavoro Poletti, il quale si era impegnato a trovare una soluzione per la vicenda amianto a Genova. Ora vogliamo che si coaguli una volontà comune a livello territoriale perché il Governo mantenga le sue promesse”.

Il caso amianto a Genova riguarda 700 lavoratori, cui l’Inail ha prima riconosciuto e poi negato la pensione. “I nuovi dati sulle malattie professionali – continua Perziano – dimostrano inequivocabilmente che i lavoratori genovesi hanno maneggiato l’amianto. A questi lavoratori bloccati nelle fabbriche bisogna restituire i diritti negati e la soluzione definitiva deve arrivare dalla politica”.

Su oltre 2.500 lavoratori che nel 2013 si sono ammalati a causa dell’amianto in Italia il 5% è genovese dicono i nuovi dati sulle malattie professionali diffusi dall’Inail. L’asbestosi a Genova è salita da 12 nel 2012 a 37 nel 2013. I mesoteliomi sono passati da 41 a 42. Le altre malattie da asbesto sono invece scese da 100 a 92. Dal 2011 i ricoveri riconducibili a malattie da amianto sono 1.330.

Continuano intanto gli incontri con l’Inail, che si è detta pronta a correggere eventuali errori. “Abbiamo avuto un incontro riguardante Ilva e per Ansaldo lo avremo il 2 ottobre prossimo. Le cose stanno viaggiando regolarmente, stiamo producendo il materiale richiesto e ci aspettiamo che entro ottobre si vedano i primi risultati. Se le risposte saranno negative – conclude Perziano – certamente ci mobiliteremo ancora contro l’Inail”.