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Ritardi e soppressioni, Trenitalia paga le penali alla Regione. Pendolari: “Quando i bonus agli abbonati?”

Liguria. Sono stati resi noti dalla Regione Liguria gli importi delle penali pagate da Trenitalia per i ritardi (1.054.018,33 euro) e per le soppressioni (865.870,63 euro) avvenuti nel 2013.

“Questi soldi, per il quarto anno consecutivo, saranno utilizzati dalla Regione Liguria per finanziare il programma di esercizio per l’anno in corso, il 2014, del contratto di servizio con Trenitalia – si legge in una nota del blog GenovaMilanoNewsletter – Il progressivo taglio delle risorse nazionali per il fondo tpl delle regioni, in Liguria è stato fronteggiato anche grazie al triplo sacrificio dell’utenza che si è vista aumentare il costo di abbonamenti e biglietti del tpl su gomma e su ferro, si è vista tagliare decine di treni e migliaia di corse di autobus urbani e extraurbani e non ha usufruito di alcun bonus per i ritardi e le soppressioni subite”.

I pendolari, quindi, denunciano che le sanzioni comminate dalla Regione Liguria a Trenitalia per la mancata erogazione di servizi o perché erogati al di sotto degli standard previsti dal contratto di servizio (puntualità, numero di carrozze, pulizia, ecc.) sono purtroppo da 4 anni utilizzate non per risarcire i pendolari, che sono le vere vittime dei disagi patiti per le violazioni contrattuali di Trenitalia come avviene in quasi tutte le regioni del centro nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana), bensì per integrare i pagamenti previsti dal contratto con il gestore ferroviario in conseguenza delle minori risorse messe a disposizione del TPL.

“Spiace constatare che, proprio nel momento in cui anche agli abbonati di AMT è stato riconosciuto per la prima volta un rimborso sia pur parziale, per i disagi patiti durante gli scioperi selvaggi del novembre 2013, i pendolari dei treni liguri sono dal 2011 siano privati di un loro sacrosanto diritto
I mancati rimborsi valgono all’incirca 5 milioni di euro che ripartiti fra gli abbonati mensili e annuali fanno 250 euro a testa – concludono – Alla ripresa dell’attività gradiremmo discuterne con l’assessore Vesco, spesso sensibile alle richieste dei pendolari, e vedere come porre rimedio a questa ingiustizia”.