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I rifiuti “sparivano” nel porto di Genova, 9 indagati: smaltivano le macerie nel cantiere di calata Bettolo

Genova. Nella giornata di ieri, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale della Forestale di Genova, ha proceduto al sequestro probatorio di un cumulo di terre e rocce dalla provenienza ignota, quindi considerate rifiuto, rinvenute all’interno del grande cantiere portuale di Calata Bettolo. L’indagine ha avuto inizio circa un mese fa quando erano cominciati, da parte dell’Investigativa della Forestale di Genova, una serie di pedinamenti e accertamenti documentali riguardanti i trasporti di rifiuti di demolizione provenienti da un cantiere in via Albertazzi, vicinissimo ad uno dei varchi portuali.

Da quanto emerso nel corso dell’inchiesta è stato possibile ipotizzare il reato di illecita gestione di rifiuti e falso in atto. Infatti, l’impresa incaricata di tali demolizioni, con il concorso della ditta che effettuava i trasporti, ha conferito abusivamente una parte delle macerie all’interno del cantiere portuale di Calata Bettolo.

Questi rifiuti, qui, sono poi spariti, presumibilmente all’interno dello specchio di bacino in corso di riempimento. Ieri, durante un ulteriore sopralluogo nel cantiere di questa grande opera, proprio sulla sommità di un enorme terrapieno che avrebbe dovuto essere costituito solamente da sabbie di dragaggio portuale, gli invetigatori hanno notato un mucchio di terreno, del tutto differente dal restante materiale, la cui provenienza non è stata documentalmente legittimata dai responsabili del cantiere.

Pertanto l’area è stata immediatamente posta sotto sequestro e sono stati eseguiti campionamenti per verificare l’eventuale pericolosità di tali rifiuti. A tuttoggi, ad indagini ancora in corso, gli indagati sono complessivamente nove. Sette di questi sono stati denunciati alla Procura di Genova per reati ambientali. Cinque anche per il reato di falso, avendo compilato dei documenti di trasporto dei rifiuti, apponendo, nella parte riservata al produttore dei medesimi, firme contraffatte o improprie. Tra gli indagati il direttore operativo e del capocantiere di calata Bettolo, il responsabile legale della ditta che ha demolito un capannone in via Albertazzi, il legale rappresentante della ditta che ha trasportato i rifiuti, il direttore dei lavori del cantiere di demolizione, tre autisti che hanno trasportato i rifiuti e un ‘padroncino’.