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Regione, salta l’accordo sulla legge elettorale. Melgrati: “Va ritirata, ricominciamo a settembre”

Regione. “La cosa migliore non è votarla per bocciarla, ma ritirarla e ricominciare a parlarne a settembre”. Alla luce di quanto successo nelle ultime ore, con gli 830 emendamenti depositati dalla Lega Nord, e soprattutto letta la lettera-diktat del coordinatore regionale di Forza Italia Sandro Biasotti, è saltato l’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra Pd e Forza Italia mentre la nuova legge elettorale regionale potrebbe essere rimandata a settembre. “Meglio non confinarla all’oblio ma ricominciare”, sottolinea a consiglio sospeso, Marco Melgrati, capogruppo Forza Italia, spiegando l’ultima concitata ora in consiglio regionale.

melgrati

Oggi doveva essere il giorno dell’approvazione della nuova legge e invece è infatti arrivato il colpo di scena: lavori sospesi su richiesta di Forza Italia (riprenderanno alle 15).

Dietro c’è la lettera recapitata con tanto di carta intestata dal coordinatore regionale Sandro Biasotti ai consiglieri azzurri, in cui il deputato sottolineava i dubbi sull’incostituzionalità della norma, lanciava l’appello alla doppia preferenza di genere e (soprattutto) richiedeva una legge più condivisa con tutte le forze di centrodestra, in ottica (elettorale) della futura ricostruzione di un’alleanza.

La Lega Nord del resto era stata chiara (gridando più volte all’inciucio Pd-FI): non avrebbe votato la legge così com’era, premio di maggioranza incluso.

“La nuova legge elettorale, votata con la firma di un numero di consiglieri consistente, ha subito nella notte modifiche sostanziali – spiega Melgrati – credo quindi che la cosa migliore sia ritirarla per cominciare a settembre con l’esame degli emendamenti, che sono molto rilevanti e non si possono discutere in cinque minuti”.

Uno su tutti, quello che mette in discussione l’incostituzionalità della legge, “con una soglia oltre la quale i consiglieri di maggioranza scendono da 17 a 16, cose di un certo rilievo”, osserva Melgrati.

“Chiediamo di ritirare la legge con l’impegno del Pd a portarla effettivamente a settembre e discuterne in commissione perché ci venga veramente abilito il listino, che ci interessa di più”. La doppia preferenza, richiamata un po’ a sorpresa dallo stesso Biasotti? “non è mai stato un mio problema – conclude Melgrati – ma se il mio partito decide di introdurre la doppia preferenza, possiamo farla tranquillamente”.