Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Pesca acque interne, le critiche di Wwf e Italia Nostra: “Così permessi a prezzi stracciati”

Più informazioni su

Liguria. Pessimo esordio del neo assessore regionale (anche) alla pesca in acque interne Matteo Rossi, con le modifiche in materia di tasse temporanee sull’attività pescasportiva introdotte con la legge finanziaria regionale 2014, approvata il 5 agosto nell’aula di Via Fieschi.

A giudizio delle associazioni di protezione ambientale Wwf e Italia Nostra (Sezioni liguri), “la formalizzazione di permessi temporanei di pesca in acque interne, validi rispettivamente 1 giorno (5 euro), tre giorni (8 euro) o una settimana (13 euro), che non rendono più necessaria la tassa stagionale di 45,45 euro, avrà gravi ripercussioni sulla biodiversità dei nostri corsi d’acqua interni, senza apportare alcun beneficio al turismo (pretesto citato dall’assessorato regionale)”.

“Infatti – continuano le due associazioni – si rischia di aumentare a dismisura il prelievo di fauna ittica nei torrenti da parte anche di pescatori assolutamente estemporanei, con scarsa conoscenza della fauna ittica e delle regole vigenti in Liguria, slegati dall’esigenza di preservare il patrimonio delle proprie vallate di residenza. Si propongono prezzi di saldo, per non dire stracciati, per esercitare la pesca in corsi d’acqua già depauperati da uno sforzo di pesca difficilmente sostenibile e compromessi da continue opere di captazione delle acque, cementificazione degli argini, danneggiamento da lavori in alveo mal progettati e gestiti; e infine si creerà un danno alle già scarse risorse economiche delle Province per gestire il settore , perchè la pesca in acque interne è numericamente concentrata in gran parte nei giorni dell’apertura alle trote dall’ultima domenica di febbraio, e chi vuol riempire il cestino per sfruttare il pesce dei ripopolamenti ovviamente comprerà solo un permesso per pochi giorni, anzichè quello stagionale, compromettendo le risorse economiche per gestire incubatoi ittici e vigilanza”.

“Inoltre non è stata consultata in proposito nemmeno la Commissione tecnico-consultiva regionale sulla pesca in acque interne, che pure aveva lavorato in sinergia con la Regione”, concludono Wwf e Italia Nostra.