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Paura nel carcere di Marassi, detenuto appicca incendio nella sua cella

Genova. Momenti di forte tensione si sono vissuti ieri sera nel carcere Genovese di Marassi quando, intorno alle 23, un detenuto 34enne di origine tunisina ha appiccato un incendio nella sua cella al piano terra della sesta sezione. A darne notizia Eugenio Sarno, Segretario Generale della UILPA Penitenziari.

“L’uomo aveva contattato l’agente in servizio per chiedere, in modo piuttosto agitato, una ulteriore dose di terapia. Di lì a pochi minuti ha però appiccato fuoco alla cella e ha cominciato a sputare ai poliziotti intervenuti per trarlo in salvo – spiega Sarno – Le operazioni di salvataggio e spegnimento dell’incendio si sono concluse con esito positivo. Il detenuto dopo una visita medica alla locale infermeria, stante l’inagibilità della cella, è stato allocato in altra camera detentiva”.

Dalla Uilpa Penitenziari si sottolinea la tempestività e la professionalità dell’intervento dei baschi blu in servizio ieri sera a Marassi. “Credo sia opportuno sottolineare non solo l’efficacia ed il tempismo dell’operazione di salvataggio del detenuto e dello spegnimento dell’incendio posto in essere dai poliziotti penitenziari di Marassi –sottolinea il Segretario Generale della UILPA Penitenziari – quanto, e soprattutto, il coraggio del personale intervenuto che, nonostante gli sputi provenienti da un soggetto isolato perché probabilmente affetto da malattia contagiosa, non ha esitato a porre a rischio la propria incolumità pur di salvare la vita del detenuto messa a rischio dai fumi tossici sprigionatisi a causa delle intense fiamme”.

E quella delle dotazioni individuali di protezione è una questione annosa sollevata dalle rappresentanze Sindacali.
“Quasi sempre e nella quasi totalità degli istituti penitenziari la polizia penitenziaria che deve gestire questo tipo di eventi critici è costretta a farlo senza far ricorso alle previste dotazioni individuali di protezione, ovvero guanti-occhiali e mascherina. Considerato l’elevatissimo numero di detenuti affetti da malattie altamente contagiose (dall’ HIV alla scabbia, dalla TBC all’epatite) è ben comprensibile il livello di rischio cui gli agenti sono sottoposti. Questo rende quegli interventi ancora più meritori e degni di segnalazione. Pertanto intendiamo far giungere ai colleghi di Marassi il nostro convinto plauso e i sentimenti della nostra ammirazione. Ma – chiosa polemicamente Eugenio SARNO – non vorremmo dover dare notizie di contagi prima di poter prendere atto che al personale che opera all’interno delle sezioni detentive quelle dotazioni di prevenzione siano state effettivamente consegnate”.