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Muore al San Martino dopo un doppio intervento, i parenti: “Suturatrice non funzionava”. Aperta inchiesta

Genova. Era stato ricoverato il 24 luglio per un intervento chirurgico necessario per asportare un tumore all’intestino, ma dopo due successive operazioni il 5 agosto è morto all’ottavo piano del San Martino, nel reparto di chirurgia oncologica.

Se alla Procura di Genova nessuna segnalazione è arrivata dall’ospedale, per i parenti del paziente qualcosa non ha funzionato. All’uomo, un genovese di 75 anni, dopo il primo intervento viene rilevata una peritonite fecale, per questo si rende necessario la seconda operazione. L’anziano però finisce in rianimazione e per lui non c’è più nulla da fare.

Secondo il dettagliato esposto presentato dai parenti in Procura, la macchina che doveva suturare la ferita non avrebbe lavorato bene. Sarebbe stato lo stesso primario a confermarlo ai familiari in un colloquio il 30 luglio, spiegando di aver segnalato il malfunzionamento della macchina al Ministero della Salute. E un altro medico, sempre secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe confermato: “Un angolino non è stato ben chiuso”.

Da qui la fuoriuscita di materiale fecale e la conseguente infezione. La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Il pubblico ministero e i parenti, difesi dall’avvocato Stefano Piovani, hanno nominato altrettanti consulenti tecnici e questa mattina sul corpo dell’anziano è stata eseguita l’autopsia.