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Moria di uccelli e anatre nell’oasi dell’Entella, popolazione decimata: gli ambientalisti scrivono al Prefetto foto

Chiavari. Dalla metà di luglio nella zona foce del fiume Entella è in corso una vera e propria decimazione della popolazione di anatre e uccelli. A denunciare questa grave situazione è l’associazione Ayusya, che ha inviato una raccomandata in Prefettura per chiedere risposte e una convocazione urgente degli Enti pubblici interessati e di competenza.

“Si tratta di animali che conducono la propria esistenza, in forma stanziale, di passo o migratoria in loco: cause a tutt’oggi sconosciute li portano ad una lenta quanto inesorabile fine prematura – si legge nel documento – Improvvisamente si può notare un animale ‘svogliato’, con difficoltà motorie sul posteriore, e, quasi sistematicamente, questo muore nel giro di massimo 48 ore”.
Le prime spoglie animali (due) sono state consegnate alla ASL4 dal dottor Gualtiero Tanturli, primo medico veterinario che ha tentato una diagnosi e terapia dopo che i volontari di Āyusya gli avevano sottoposto il caso. E’ stato richiesto l’invio all’IZS competente con supposizione di avvelenamento. Successivamente sono state consegnate alla ASL4, servizio veterinario, altri cadaveri di anatide di cui sei smaltiti e tre inviati all’IZS competente con espressa richiesta di ricerca di metabolici tossici ed influenza aviaria (perché d’obbligo da protocollo).

“In questo caso l’associazione può esprimere la certezza che entrambi i sindaci dei due comuni coinvolti (Chiavari – Lavagna) siano stati informati dalla ASL4 (o quanto meno che i moduli standard sono stati compilati a cura della dottoressa Cantarutti Flavia) – spiegano – L’associazione ha più volte sollecitato telefonicamente l’ufficio ambiente del Comune di Lavagna (ove, sino a quel momento, si sono rinvenuti tutti gli animali sofferenti o morti) domandando che venisse attivata l’Arpal per i test sulle acque ed ancor più sui fanghi ,ottenendo solo risposte evasive e denigratorie. L’ufficio ambiente di Chiavari è stato contattato solamente una volta ottenendo lo stesso risultato”. Nel frattempo è stato anche depositato un esposto presso i Carabinieri di Lavagna.

Sino al 10 luglio nel fiume Entella si potevano contare circa duecento anatre varie, ora il numero è di circa cinquanta esemplari. In maniera minore, anche perché statisticamente non sarebbe possibile diversamente visto il numero dei sopravvissuti, gli animali continuano a morire: l’Oasi ha comunque irrimediabilmente già perso la presenza di oca egiziana (delle prime a morire), moriglione, piovanello pancianera, folaga, germano reale e decine di ibridi di germano o di muta.

“Nonostante gli sforzi dei volontari di Āyusya non si è ancora trovata una soluzione del problema che permane, impedendo anche la reimmissione dei capi sopravvissuti al malore tuttora ricoverati (causa di importante impegno da parte dello staff associativo) – prosegue l’associazione – un’Oasi faunistica, un luogo frequentato da pesca-sportivi; alla cui foce si pratica il surf e ove a pochi metri si possono contare centinaia di bagnanti si trova imprigionato in una morsa di morte animale, senza che le amministrazioni, a nessun livello, si preoccupino minimamente né di porre freno al problema né di ‘salvare il salvabile’, né di prendere in esame la possibilità che potrebbe trattarsi di qualche causa pericolosa anche per le persone”.

Da qui la richiesta al Prefetto di convocare urgentemente Provincia, Comuni. ASL, ARPAL e associazioni competenti (tra cui Ayusya) per una riunione sul problema.