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Maltempo, trombe d’aria e dissesto idrogeologico. Paita: “Decine di interventi sui torrenti, usate tutte le risorse disponibili” foto

Genova. I danni causati dal maltempo di due giorni fa sono stati ingenti e non sono mancate le polemiche nei confronti del lavoro di prevenzione svolto dalla Regione Liguria, una su tutte quella di Legambiente.

“Si sbaglia completamente quando si vuole fare polemica su eventi come questi e anzi, bisogna essere cauti nelle valutazioni e nell’identificare le eventuali responsabilità – spiega l’assessore Raffaella Paita – Una mappatura vera del territorio è stata fatta negli anni con le risorse che abbiamo avuto a disposizione. Ogni euro arrivato è stato usato per la messa in sicurezza del territorio e dei fiumi. Certo, siamo ben lontani da una messa in sicurezza totale perché per fare questo avremmo bisogno di un intervento statale che reperisca una quantità di risorse ad oggi assolutamente impossibili da trovare”.

L’assessore cita un lungo elenco di interventi fatti. Dal primo lotto del Bisagno, finanziato con 65 milioni (il secondo è ancora bloccato a seguito di un contenzioso), all’investimento per lo scolmatore del Fereggiano, dalla messa in sicurezza del Chiaravagna (25 milioni di euro) al rio Molinassi per il quale i finanziamenti sono stati sbloccati. Dal progetto di primo lotto di interventi per l’Entella (10 milioni) al lavori sul torrente Stura di Campoligure, finanziati e realizzati. Sempre a Genova lavori realizzati sul torrente Gorsexio a Mele, sullo Sturla (10 milioni, più altri 3 milioni per ulteriori interventi che partiranno a breve) e sul rio Molinassi, dove i finanziamenti sono stati sbloccati ma la partenza dell’intervento è legata al ribaltamento a mare di Fincantieri.

“Ci siamo abbattuti anche in problemi procedurali, non di nostra responsabilità – ammette Paita – che hanno rallentato molto la realizzazione di interventi che però stanno andando avanti”.

Per quanto riguarda le previsioni meteo: “E’ chiaro che la tromba d’aria non potesse essere prevista, ma l’Arpal aveva fornito delle previsioni assolutamente in linea con quello che è accaduto, segnalando intense precipitazioni per diverse ore e questo ha determinato ad Arenzano, Voltri e anche nell’entroterra dei danni, che al momento abbiamo difficoltà a stimare perché stiamo aspettando le schede dei Comuni interessati, ma che presumiamo si aggirino intorno ai 2 milioni di euro”, spiega Paita.

Per questo la Regione proverà a chiedere lo stato di emergenza. “Nel frattempo sono tanti gli interventi concreti, per esempio quelli sulle frane, in cui spesso abbiamo messo in sicurezza un intero versante, quindi c’è un lavoro capillare, anche se le risorse provenienti dai fondi Fas e dai Fondi Europei in generale sono state pochissimi. Siamo l’unica Regione che ha attivato nei Por degli interventi mirati sui canali per metterli in sicurezza”.

Infine ancora una precisazione sulle polemiche. “Credo che sia sbagliato puntare il dito, confondendo anche i cittadini – conclude l’assessore – io non voglio entrare in polemica e tengo a dire ancora una volta a Legambiente che siamo pronti a fare valutazioni condivise sulle cose fatte e sulle scelte da effettuare”.