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Legge elettorale regionale, stop alle larghe intese: verso la modifica dello statuto

Regione. Larghe intese, addio. Il dietrofront improvviso di Forza Italia sulla nuova legge elettorale regionale ha impresso la fine dell’accordo bipartisan trovato solo qualche tempo fa tra Pd-Forza Italia, NCD e Udc. Sì all’eliminazione del listino, si al premio di maggioranza “per garantire la governabilità” e la mediazione sulla parità di genere, con l’eliminazione che tanti mal di pancia ha creato tra le donne del Pd, sulla doppia preferenza.

La Lega Nord aveva gridato all’inciucio abbandonando l’aula della commissione e facendo trovare questa mattina 830 emendamenti. In contemporanea è arrivata la lettera di Sandro Biasotti: contrordine, la legge elettorale così come è, non va più. Il premio di maggioranza è troppo alto, la doppia preferenza va inserita, e soprattutto il centrodestra va ricompattato. Così Forza Italia ha chiesto di rimandare tutto a settembre, per ridiscutere in commissione le modifiche sostanziali accorse dal Carroccio.

“Pruderie notturne”, le ha bollate il capogruppo Pd, Franco Miceli. L’ipotesi del rinvio, chiesta da Forza Italia, non è però percorribile e lo scenario che si prospetta alla ripresa di oggi è questo: la bozza di legge elettorale, frutto dell’accordo bipartisan, viene di fatto ritirata.

Poi a settembre, la maggioranza di via Fieschi opererà la modifica dello statuto regionale così da poter approvare una nuova legge elettorale non più con la maggioranza qualificata (i 27 voti che oggi con il dietro front di Forza Italia mancano) ma con quella semplice.

Tramontate le larghe intese, la nuova legge a quel punto sarà sicuramente diversa, non più mediata ma frutto del voto e della volontà della maggioranza semplice e di chi vorrà seguirla. “Un colpo di mano? Sì, ma sarebbe giustificato – ha commentato Miceli – perché le abbiamo tentate tutte. A quel punto, se lo valuteremo necessario, faremo la legge elettorale come piace a noi”.