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Legge elettorale regionale, arriva il rinvio: discussione a fine ottobre

Regione. Tutto rinviato a fine ottobre. Così ha deciso il consiglio regionale dopo una mattinata all’insegna di dietrofront, sospensioni e minacce: la legge elettorale è ritirata, se ne riparlerà fra oltre due mesi.

“E’ una occasione persa – ha commentato il capogruppo del Pd Nino Miceli – ma non ci opponiamo alla richiesta di sospensiva perché confidiamo che sia possibile riprendere il filo che ci ha portato a condividere questo testo. Manteniamo dei punti fermi come l’abolizione del listino, la rappresentanza territoriale, la clausola di governabilità che è una norma anti inciucio”.

Forza Italia chiede ed ottiene il rinvio della discussione . “Era necessario garantire la costituzionalità del provvedimento prevedendo una percentuale minima per l’attribuzione dei seggi del premio di Maggioranza”, dichiarano nel pomeriggio in una nota Melgrati e Scajola, capogruppo e vice capogruppo azzurri in via Fieschi. Hanno votato a favore Pd, Ncd, Lista Biasotti, Fds e Udc. Contrari tre del Gruppo Misto e i tre consiglieri della Lega Nord. Astenuti: uno del Gruppo Misto e uno del Gruppo Percorsi in Liguria.

Nonostante il richiamo di Biasotti a ricompattare il centrodestra con una legge più condivisa, Melgrati e Scajola puntano il dito contro il Carroccio. “Il dubbio che sorge è che la battaglia della Lega Nord sia stata fatta per riuscire a modificare il testo di legge con la scusa della costituzionalità per cercare di portare a casa un consigliere in più rispetto a quanti ne può eleggere. L’invito a capire cosa vuole fare la Lega Nord in Liguria lo ribalto alla Viale: che ci dica chiaramente come pensano di presentarsi alle elezioni, se, accampare scuse per correre da soli o lavorare per davvero per un centro destra unito che rappresenti un’alternativa di governo”.

Ma ce ne è anche per il centrosinistra. Il rinvio della legge elettorale è un “fatto positivo – affermano Armando Ezio Capurro e Ezio Chiesa – a condizione che Pd, Forza Italia, Ncd, Federazione della Sinistra Rifondazione e altri consiglieri che hanno votato in commissione la proposta di legge non vogliano continuare a perpetrare l’inciucio consumato al momento di presentare la proposta e naufragato miseramente stamane in aula”.

“Al Pd, se lo vorrà e ne sarà capace – concludono Capurro e Chiesa – il compito di ricompattare la maggioranza su proposte discusse e condivise anche a fronte della richiesta di dibattere la composizione e riduzione dell’ufficio di Presidenza”.