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Interruzione linea Genova-Acqui, pendolari tra disagi e futuro incerto: “Chiediamo servizio sostenibile”

Genova. Sono preoccupati i pendolari che ogni giorno dalla Valle Stura si recano a Genova per studio o lavoro. Non solo per i disagi che hanno già subito in questi primi giorni di servizio sostitutivo ma soprattutto per il futuro, visto che da dicembre 2015 la linea sarà interrotta per ben 18 mesi a causa dei lavori di Rfi sul nodo ferroviario di Genova.

Come ogni estate, intanto, la linea ferroviaria è stata interrotta per lavori di manutenzione. Quest’anno l’interruzione avrebbe dovuto durare solo 15 giorni – spiega Fabio Ottonello del comitato pendolari – ma la Regione per risparmiare circa 300 mila euro ha deciso di prolungare il servizio sostitutivo per tutto il mese”.

Il servizio sostitutivo per il mese di agosto, che costa alla Regione 700 mila euro, è gestito da Trenitalia tramite appalti esterni, e quest’anno, fin all’esordio, ha dato più di un problema: “Lunedì un autobus, che faceva già un odore strano già quando sono salito io a Campo ligure – spiega Ottonello – arrivato all’autogrill del Turchino si è fermato perché usciva del fumo”. Ma ci sono anche altri problemi: ”I bus sono vecchi, in una paio di casi senza aria condizionata, né finestrini apribili. Ieri un autista mi ha fatto vedere che non aveva nemmeno la tendina per ripararsi dal sole”. Il fatto che i bus siano vecchi ha, poi, un’altra conseguenza: “L’altro giorno siamo saliti da Voltri a Masone facendo poco più dei 35 all’ora perché il conducente temeva che il bus si rompesse di nuovo”.

Trenitalia garantisce che sta attentamente monitorando la situazione attraverso un’apposita mailing list, un numero verde e la presenza di personale sui piazzali di partenza dei bus anche perché quest’anno ha affidato il servizio a imprese diverse rispetto agli anni precedenti: “I sistemi per segnalare i problemi non mancano – conferma Ottonello – ele segnalazioni vengono fatte tempestivamente”. A volte si tratta solo di qualche dettaglio da aggiustare: “Il personale di Trenitalia presente ai piazzali sarebbe meglio se indossasse un uniforme o quantomeno una pettorina” spiega.

Ciò che davvero preoccupa i pendolari, però, sono i lavori al nodo ferroviario di Sampierdarena che, secondo il cronoprogramma di Rfi, provocherà l’interruzione della linea Genova Acqui per 18 mesi a partire da dicembre 2015. Il primo dubbio riguarda i tempi di quest’interruzione: “Vorremmo capire se per buttare giù un ponte e rifarne un altro sia davvero necessario chiudere la linea per tutto questo tempo o se non sia possibile ridurre i tempi allo stretto necessario” si domandano i pendolari.

La seconda questione riguarda il servizio vero e proprio. Trenitalia e la Regione Liguria in precedenti incontri hanno spiegato ai pendolari come difficilmente, per questioni logistiche e anche di costo, il servizio sostitutivo bus non potrà essere utilizzato per un’interruzione lunga un anno e mezzo ma solo forse solo per determinati periodi o fasce orarie. Le soluzione alternative prospettate sarebbero due: o dirottare la linea di Acqui verso Voltri e da lì farli arrivare a Genova (circa 30 minuti in più) oppure passare attraverso Alessandria. “Secondo noi ha poco senso far arrivare un treno più a nord di 30 km e poi scendere a sud di 60, il che significa per i pendolari metterci due ore in più – spiega Ottonello – e anche la soluzione attraverso Voltri significa 30 minuti in più. Come faranno i pendolari? E gli studenti?” .

Ancora, i pendolari si domandano perché se la Regione dice che con il bus sostitutivo ad agosto risparmia 300 mila euro al mese, dovrebbe essere più oneroso utilizzarlo per tutta la durata dell’interruzione. Tutti argomenti che verranno affrontati a partire da settembre, quando i comitati dei pendolari delle linee interessate si siederanno a un tavolo con Regione e Trenitalia per tentare di trovare una soluzione che non penalizzi troppo i pendolari: “Noi chiediamo solo un servizio che sia sostenibile per gli utenti” dice Ottonello.

Nessuna protesta clamorosa, almeno per ora, ma la richiesta di una maggiore attenzione: “Viviamo in una valle che farà parte della città metropolitana eppure abbiamo treni con frequenze di un’ora e mezza, senza parlare della mancanza di un servizio serale, e il nostro territorio, tra assenza di servizi e collegamenti faticosi rischia lo spopolamento”. Il comitato intanto, i cui iscritti sulla pagina Facebook sono già 900, non interrompe la sua attività nemmeno ad agosto e sta organizzando incontri per informare i cittadini e tenerli costantemente aggiornati.