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Campionato di calcio, Silp Cgil: “La mancanza di unità sindacale agevola ancora gli interessi privatistici di Genoa e Samp”

Genova. “A Genova la mancanza di unità dei sindacati della Polizia di Stato consente, ancora una volta, di agevolare gli interessi privatistici delle Società Sportive Genoa e Sampdoria”. La denuncia parte da Roberto Traverso, segretario provinciale del Silp Cgil.

“Non a caso avevamo invocato il ritorno ai cosiddetti ‘tavoli sindacali uniti’, ma non siamo stati ascoltati dalle altre organizzazioni sindacali. Il risultato ha favorito paradossalmente proprio la nostra controparte! Ovvero quell’Amministrazione che deve dare riscontro agli ordini di scuderia che provengono dalla “pancia politica del dipartimento della polizia’, mirati a salvaguardare l’intoccabile Paese dei Balocchi del Calcio, anche se ci troviamo in piena “spending review””, prosegue.

“Grazie al mantenimento delle deroghe orarie, i tornelli di uno stadio inadeguato, che gli organizzatori sono costretti ad aprire in anticipo rispetto ai tempi ordinari, saranno presidiati dallo stesso numero di lavoratrici e lavoratori delle forze territoriali della Questura (a sostegno di stewards sempre più abbandonati a se stessi). Senza deroghe il Questore avrebbe dovuto impiegarne almeno il doppio, ma non avrebbe potuto, perché il campionato è lungo ed il personale non basta”, spiega ancora Traverso.

“Basta colleghi! Basta chiacchiere di chi riempie le bacheche sindacali d’insulti personalistici per ottenere qualche tessera in più. In un momento sociale così delicato abbiamo un enorme responsabilità nei confronti di una categoria che subisce ingiustamente il blocco contrattuale e del tetto salariale e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio genovese, devono aver la forza di bloccare ogni tipo di contrattazione che agevola esclusivamente la nostra controparte”.

Il Silp non comprende quali siano le motivazioni favorevoli alla categoria che hanno indotto Sap, Siulp, Consap e Uil per concedere la prorogatio ai vecchi accordi raggiungendo la maggioranza risicata del 50,86%. “Noi non ci stiamo e continueremo la nostra battaglia a tutela della categoria costretta a lavorare intorno ad uno stadio pericoloso ed inadeguato per l’ordine pubblico e che non deve essere asservita a logiche privatistiche, assolvendo compiti che non le competono, per mettere pezze a carenze organizzative dovute all’infelice collocazione dell’impianto sportivo genovese – conclude – Ci rivolgiamo ai colleghi iscritti a quei sindacati che hanno permesso quest’ingiustizia alla categoria, esortandoli a tornare a dialogare con noi quando riapriranno le trattative per i nuovi orari, con l’obbiettivo di formare un fronte compatto a tutela della nostra professionalità”.