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Ilva, Manganaro (Fiom): “Governo e Regione non scherzino con fuoco. Legge ad hoc per prorogare contratti di solidarietà” foto

Genova. “Regione e Governo non scherzino con il fuoco e fissino un incontro entro i primi di settembre, sennò la protesta esploderà”. Non usa mezzi termini il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro dopo che lunedì l’assessore regionale al Lavoro Enrico Vesco ha detto che dal Governo non è ancora arrivata una convocazione per la vertenza dell’Ilva di Genova. I contratti di solidarietà scadranno il 30 settembre. Poi, senza un intervento ad hoc, non potranno essere prorogati e non ci saranno nuovi ammortizzatori sociali: “Dal primo ottobre, senza un provvedimento del Governo i dipendenti dello stabilimento di Cornigliano, con le buone o con le cattive, torneranno tutti in fabbrica” dice il leader della Fiom.

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando nei giorni scorsi ha inviato al premier Matteo Renzi una lettera riassumendogli nei dettagli la storia dell’Ilva di Genova a partire dall’accordo di programma del 2005 quando venne spento l’altoforno, con vantaggi per tutta la città ma anche con precise garanzie di continuità di reddito per i dipendenti.

Burlando nelle scorse settimane aveva ipotizzato ‘regole speciali’ per lo stabilimento di Cornigliano, ad esempio una cassa in deroga pagata però mensilmente: “Se pensano a regole speciali per l’Ilva allora possono semplicemente attraverso un provvedimento ad hoc prolungare i contratti di solidarietà! replica Manganaro. “Inutile inventare altri sistemi che mi sembrano poco praticabili perché la cassa in deroga viene pagata dall’Inps con ritardi di mesi e difficilmente per l’Ila potrebbe essere studiato un meccanismo mensile”. Non solo, i contratti di solidarietà hanno garantito un questi anni un reddito per i lavoratori molto più ‘vicino’ allo stipendio percepito di quanto non avverrebbe con la cassa in deroga: “Nessuno ha spiegato come e da chi verrebbe integrato questo reddito” dice Manganaro.

Un’altra ipotesi sarebbe quella di estendere i contratti di solidarietà che sono stati attivati lo scorso anno per lo stabilimento di Taranto a tutto il gruppo Ilva: “Questa è un’altra possibilità, ma io non sono un giurista. Se a Roma hanno altre idee per garantire la continuità di reddito e occupazione dei 1.750 dipendenti di Genova è il momento di tirarle fuori”. Sennò l’Ilva tornerà in piazza e a Genova tutti saranno che l’atmosfera diventerà rovente.