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Costa Concordia, sei giorni di ricerche senza esito: manca ancora all’appello Russel Rebello

Genova. Ancora nessuna traccia dei resti dell’ultimo disperso della Costa Concordia, Russel Rebello,il cameriere indiano che a bordo lavorava e che la notte della tragedia al Giglio fu avvistato per l’ultima volta nei pressi del ponte tre della nave.

Iniziate lo scorso 5 agosto, sono ormai sei giorni che le ricerche condotte da 50 uomini, tra questi i sub dei vigili del fuoco e gli speleologi, i sommozzatori dei carabinieri, della Marina, della Guardia di finanza e della Guardia costiera, vanno avanti. I risultati sono arrivati, ma non hanno riguardato Rebello: ad emergere sono stati un teschio e tre vertebre cervicali compatibili con esso, quasi certamente appartenenti alla passeggera Maria Grazia Trecarichi. Discorso diverso per quanto riguarda le ossa della mano ed il radio per cui le analisi non hanno portato a risultati certi: sarà quindi necessario attendere l’esito del dna che sarà fatto però, secondo quanto stabilito dal pubblico ministero di Genova Federico Manotti in accordo con la procura di Grosseto, solo al termine dell’attività di ricerca a bordo della Concordia.

Ora le ricerche si sposteranno dai ponti 3 e 4, parzialmente sommersi, alle più impegnative aree sottostanti completamente allagate. Zone ad alto rischio, di cui non si conosce l’esatta situazione. Si procederà con interventi mirati, in particolare nella zona dove si trovava la cabina del disperso, nell’ipotesi che si sia diretto lì prima che la nave si adagiasse su un fianco.

Il tutto mentre l’inizio dei lavori di smantellamento si avvicina: le operazioni dovrebbero iniziare tra meno di due settimane. Se entro quella data non verranno trovati resti riconducibili a Rebello le ricerche continueranno in contemporanea ai lavori.