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Chiari e scuri nel mondo produttivo ligure: più aperture, ma aumentano i fallimenti. Genova “guadagna” 500 imprese

Liguria. Chiari e scuri nel mondo produttivo ligure: saldo positivo tra aperture e chiusure con + 989 unità, in recupero anche l’artigianato, ma aumentano le crisi d’impresa. “La crisi pesa ancora sulla vitalità del sistema produttivo italiano ma, seppur con fatica, il tessuto imprenditoriale reagisce e torna a crescere”, ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

“Siamo in momento estremamente delicato – ha aggiunto – in cui deve essere prestata la massima attenzione alle politiche che possono aiutare o penalizzare i progetti di vita di migliaia di italiani che credono nell’impresa e che hanno bisogno di essere accompagnati, sostenuti, favoriti. Perché solo in questo modo si può ridare lavoro a chi lo ha perso o una chance ai giovani che lo cercano. Il Governo è alle prese con la grande sfida delle riforme per rimettere in moto il Paese e ha la responsabilità di fare le scelte giuste per lo sviluppo. Tra queste, c’è senz’altro la riforma delle Camere di commercio, di cui le imprese hanno un estremo bisogno perché, spesso, sono l’unico riferimento sul territorio capace di interpretarne le esigenze e dare risposte concrete ed efficaci”.

Tra aprile e giugno in Liguria le Camere di Commercio hanno ricevuto 2.601 domande di iscrizione, lo 0,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2013 (ma dato in forte ribasso rispetto a quelli registrati negli ultimi 6 anni), a fronte di 1.612 richieste di cancellazione, che hanno determinato un saldo positivo di quasi mille imprese (il più alto dal 2011). A questo risultato ha contribuito un rallentamento delle cancellazioni (264 in meno rispetto al 2° trimestre 2013) e una sostanziale stabilità nelle iscrizioni, che hanno determinato un tasso di crescita pari allo 0,61%, quasi 2 decimi di punto rispetto all’anno scorso. Nonostante queste note positive, lo stock delle imprese registrate si è ridimensionato dello 0,9%, attestandosi al 30 giugno al valore di 164.111 unità, di cui 45.666 imprese artigiane, a causa dell’aumento delle imprese entrate in scioglimento e liquidazione (+24,7%) ma soprattutto dei fallimenti e altre procedure concorsuali (+41,3%).

Tutte e quattro le province liguri registrano saldi positivi: Genova “guadagna” quasi 500 imprese, Savona 184, Imperia 144 e La Spezia 212. I settori che hanno registrato il saldo positivo più consistente tra aperture e chiusure sono le Costruzioni con 149 imprese in più (72 a Genova, 15 a Imperia, 25 a Savona e 37 a La Spezia) seguite dal Commercio con 41 imprese in più (numero invariato a Genova, 9 in più a Imperia, 8 a Savona e 24 a La Spezia). Tiene il turismo con un saldo positivo di 25 unità. Trasporti, Attività immobiliari e Altre attività di servizi registrano, invece, un saldo negativo.

Le imprese artigiane, il cui tasso di crescita passa da -0,56% (giugno dell’anno scorso) a +0,41% di quest’anno, registrano un saldo positivo pari a 186 unità, determinato da una forte contrazione delle cancellazioni (-40% rispetto al 2° trimestre 2013) e da un sensibile aumento delle iscrizioni (+1,3%): a parte l’anno scorso, è il risultato peggiore degli ultimi 6 anni.

La crisi d’impresa, però, non molla. Nel 2° trimestre 2014 le aperture di procedure fallimentari in Liguria risultano essere 97, con una crescita pari al 47% rispetto allo stesso periodo del 2013: una su quattro ha riguardato aziende che operano nel Commercio (+33,3% rispetto allo stesso periodo del 2013). La maggior parte di queste procedure, oltre il 65%, ha riguardato società di capitale.

A livello provinciale solo Genova registra un ridimensionamento (-9,1%) con 40 procedure fallimentari aperte, di cui 11 nel Commercio; La Spezia ne conta 25 (+212,5%), Imperia 10 (+150%) e Savona 16 (+77,8%). Le domande di concordato preventivo, infiene, aumentano del 14,3% rispetto al 2013, raggiungendo quota 16.