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Calcio: Fabio Fossati, un mister “garanzia”!

Arenzano. Una frase dello scrittore argentino, appassionato di calcio, Osvaldo Soriano, citata nel libro “Futbol”, ci sembra calzare a pennello per parlare di uno dei migliori allenatori liguri, attualmente “fermo ai box”: “il calcio ha le sue ragioni misteriose, che la ragione non conosce”.

Effettivamente sono molti i misteri che circondano, a tutti i livelli, il mondo della “pelota”, ma il fatto che un tecnico preparato, quale è Fabio Fossati, sia – negli ultimi anni, ad ogni inizio stagione – senza una “panchina su cui sedere”, è qualcosa di incomprensibile! Tanto più che poi, regolarmente, viene chiamato al capezzale di una squadra “moribonda”, che lui, immancabilmente, tira fuori dalle sabbie mobili!

“Carta canta”, si può tranquillamente dire: è stato così col Chiavari Caperana, con l’Asti e per ultimo il Sestri Levante, dove ha ottenuto salvezze meritate, attraverso il lavoro, la professionalità e la capacità.

Ma Fossati, da tecnico scafato, non raccoglie – giustamente – la nostra provocazione:
“Prima di ogni cosa, vorrei cogliere l’occasione per salutare e ringraziare i presidenti Turello ed Arioni, che ho avuto quando guidavo l’Asti ed il Sestri Levante. Quanto alla domanda, poi, un allenatore ha il dovere di farsi trovare sempre pronto alla ‘chiamata’, certo che è ovviamente più semplice se si può ‘prendere il timone’ ad inizio preparazione estiva, perché il fatto consente di veder crescere, lavorando, la propria creatura, mentre è chiaro che, subentrando ad altri, tutto è più complicato. Fondamentale, per me, è il portare sempre avanti il mio pensiero di calcio. La ‘mia’ squadra deve essere strutturata in una precisa maniera, con determinate idee, che non snaturo per niente al mondo, al di là dell’importanza degli interpreti”.

Il mister del “miracolo” Borgorosso – portato in pochi anni dalla Seconda Categoria alla Serie D – affronta il problema:
“Indubbiamente il calcio sta vivendo un momento, giocoforza, di crisi, con molte società che spesso faticano a far quadrare i bilanci. Diventa pertanto, talvolta, consequenziale la scelta di allenatori consigliati dallo ‘sponsor’, oppure cooptati da una cordata di neo-dirigenti appena entrati nella società”.

E come si fa a non farsi cogliere impreparati, quando – avvicinandosi il momento di “mangiare il panettone” – molte panchine cominciano a traballare?
“Durante questa pausa, cerco soprattutto di mantenermi aggiornato sul campionato di Serie D, girone A, quello che vede impegnate le squadre liguri, piemontesi, lombarde e valdostane, ma anche sui campionati di Eccellenza (ligure e piemontese), dove – in presenza di programmi ed obiettivi importanti – potrei prendere in considerazione l’idea di scendere di categoria, anche se la D resta sempre la mia prima scelta”.

Quali squadre, in Serie D, lotteranno per il vertice?
“OltrepoVoghera e Cuneo, sopra tutte le altre. Sono le più attrezzate, poi, un gradino sotto, Acqui, Lavagnese e la solita outsider che potrebbe essere il Sestri Levante”.

Gli attaccanti più bravi?
“Franca del Cuneo, Marianovic dell’OltrepoVoghera ed Amirante della Lavagnese”.

“Per quanto riguarda l’Eccellenza piemontese, vedo Casale e Valenzana nettamente favorite; sono società con un blasone importante, maturato in campionati di livello superiore, mentre, come sorpresa, cito l’Albese. Per l’Eccellenza Ligure, pronostico il Magra Azzurri, seguito da Ligorna, Rapallo e Genova Calcio”.

Che dire della crisi dei settori giovanili?
“Bisogna ripartire da coloro che devono insegnare calcio ai ragazzini, mettendo le persone adatte nei posti giusti. La figura dell’istruttore, al centro del disegno, deve essere una figura professionale ricca di intelligenza e qualità”.