Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Bufera su Carige, interrogato il procuratore del CF Marcello Senarega: “Io mero esecutore”

Genova. “Sono stato un mero esecutore, a decidere tutto era il direttore Antonio Cipollina”. Si è difeso così davanti ai pubblici ministeri Nicola Piacente e Silvio Franz, titolari dell’inchiesta, Marcello Senarega, procuratore del Centro fiduciario di Banca Carige, accusato insieme al direttore e al vicedirettore del Centro di riciclaggio e sottrazione di documenti.

Senarega ha ammesso di aver – su ordine del direttore – tolto dagli incartamenti di diverse pratiche a rischio ispezione da parte dell’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia alcuni documenti e fogli, ma si sarebbe trattato semplicemente di appunti e “pizzini” non pertinenti. Lo scopo sarebbe stato quello di “non creare confusione”. In generale il procuratore del Cf avrebbe detto agli inquirenti che i rapporti erano molto gerarchizzati e solo il direttore aveva il filo diretto con Giovanni Berneschi.

Dal canto suo, Senarega avrebbe eseguito gli ordini “per timore di ripercussioni a livello professione, come l’aumento dei carichi di lavoro”. Rispetto all’accusa di aver favorito il riciclaggio di 13 milioni di euro che, secondo l’accusa, il presidente di Banca Carige Berneschi, avrebbe fatto rientrare dalla Svizzera attraverso lo scudo fiscale intestandoli a moglie e cognata, Senarega ha ribadito che non sapeva nulla della provenienza di queste somme.

Al termine dell’interrogatorio l’ avvocato di Senarega, che è detenuto nel carcere di Marassi, ha presentato al gip Roberta Bossi istanza di attenuazione della misura.