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Acqua, “No alla maxi stangata sulle bollette e ai distacchi”: a Genova continua la protesta

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Genova. Domani i sindaci della provincia di Genova si riuniranno nuovamente. “Grazie all’opposizione di alcuni sindaci, infatti, non ha avuto successo il recente tentativo di far votare il nuovo Regolamento del servizio idrico genovese senza che i rappresentanti dei Comuni fossero nemmeno riusciti a leggerlo – spiega il Comitato Acqua Bene Comune Genova – Insistiamo perché nel regolamento si proibisca il distacco dell’acqua per morosità (vera o presunta). Questo è infatti un odioso eccesso di potere dei gestori che va a colpire un diritto umano fondamentale”.

Ma ci sono altre notizie cattive. “E’ di questi giorni, ma covava da tempo, la notizia di una possibile maxi stangata sulle bollette dovuta alla revisione tariffaria relativa al periodo 2007-2011, una stangata da circa 100 euro, che si aggiungerebbe ai già esorbitanti aumenti del nuovo metodo tariffario dell’Autorità per l’Energia”, prosegue il Comitato.

La “stangata”, se confermata, è dovuta all’impossibilità della struttura tecnica dell’ATO di imporre ai gestori il rispetto degli accordi e degli interessi dei cittadini.

“Poco o nessun controllo sulla quantità e qualità delle opere nuove e delle manutenzione delle reti e degli impianti, e perfino la smaccata rinuncia ad applicare la legge per quanto riguarda il riconoscimento dei costi operativi (stigmatizzata ufficialmente dalla Commissione di Vigilanza sulle Risorse Idriche, nota del 7 settembre 2010) permettono a Iren di presentare un conto salatissimo quanto infondato, mentre gli utili dei gestori continuano ad aumentare, superando ormai, nel 2013, il record storico dei 22 milioni di euro, estorti agli utenti genovesi – spiega ancora il Comitato – Ma per la revisione tariffaria si è fatto il capolavoro. E’ stato dato l’incarico di redigerla ad una società, Area Group, che, avendo svolto in passato diversi incarichi per conto di IREN e di altri gestori privati (ACEA, Hera, Veolia) si trova in oggettivo conflitto di interessi”.

Per questi motivi, domani dalle 8.45 in piazzale Mazzini, si svolgerà un presidio di protesta.