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Tavecchio e le banane, la Sampdoria silura il candidato Figc e si appella agli altri presidenti. Ferrero: “Intervenire subito”

Genova. Quella che rischia di far scivolare Carlo Tavecchio, proprio in vista del traguardo della presidenza Figc è, si scusi il gioco di parole, la classica buccia di banana. Già lo scorso 25 luglio le sue parole (“L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così”) avevano sollevato un vespaio di polemiche, ora però lo scandalo si allarga e rischia di compromettere la candidatura del presidente della Lega nazionale dilettanti.

Da una parte, infatti, si registra la levata di scudi da parte di alcuni presidenti di A, dall’altra sul caso è intervenuta anche la Fifa. “Così non si può continuare. La Lega di Serie A – ha attaccato oggi il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero – non può far finta di nulla. I presidenti devono rivedersi al più presto e rivalutare la posizione. Rischiamo il commissariamento della Figc”.

“Alla luce di quanto accaduto da venerdì – ha continuato il patron blucerchiato – il mio invito è a tutti i presidenti, a tutti i club. Non c’è tempo da perdere. Stiamo dando una pessima immagine di noi al mondo, un’immagine che non ci deve appartenere”.

Il caso Tavecchio, intanto, è però divenuto di rilevanza mondiale. La Fifa, in una lettera spedita alla Figc, chiede infatti “di adottare le misure appropriate per indagare e decidere sulla questione e riferire successivamente”. La parole di Tavecchio “hanno allertato la Task Force della Fifa contro il razzismo e la discriminazione e il suo presidente Jeffrey Webb”.

Mentre insomma la “cordata Tavecchio” perde i pezzi (fortemente critica anche la Fiorentina), crescono i dubbi sul fatto che l’uomo giusto per rilanciare il calcio italiano sia il presidente della Lega dilettanti. Ma soprattutto, per dirla con Stefano Okaka, attaccante della Sampdoria nato in Italia da genitori nigeriani “dispiace che nel 2014 si parli ancora di queste cose o del colore della pelle”.