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Tari, incontri associazioni-Tursi. Ascom: “Chi inquina paghi, ma ben lontani da congrua ripartizione”

Genova. Riprendono gli incontri tra il Comune di Genova e le Associazioni di categoria delle imprese, relativamente al nuovo tributo Tari.
 
“Negli incontri avuti con l’Amministrazione comunale genovese nei giorni scorsi – affermaAlessandro Cavo, Presidente Fepag-Ascom, la Federazione degli Esercizi Pubblici genovesi – abbiamo sempre sostenuto con forza il principio del ‘chi inquina paga’. Abbiamo preso atto che il Comune si sta muovendo nella direzione di spalmare il gettito della Tari su chi produce maggiori rifiuti ma, a nostro avviso, siamo ancora ben lontani da una congrua ripartizione”.
 
“Quello che noi chiediamo – gli fa eco Luca Rossetti, Presidente Federfiori ASCOM Genova – è che venga rispettato il principio della ripartizione del costo della TARI in base all’effettiva produzione del rifiuto ed è indispensabile poter disporre di dati certi, indicativi di quella che è la reale quantificazione di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche”.
 
“Siamo convinti – prosegue Oscar Cattaneo, Vice Presidente Ascom- Confcommercio Genova – che occorre verificare la possibilità di ridurre ulteriormente i costi del servizio igiene urbana tramite la messa a gara del servizio medesimo. Sarebbe interessante sapere dal Comune perché questo non accade. Inoltre, non comprendiamo il motivo per cui i costi della gestione del servizio debbano essere coperti al 100% da cittadini ed imprese. Troppo comodo gestire un’Azienda sapendo che comunque ogni voce di costo verrà in tutti i casi coperta aumentando, ogni volta, l’importo della tariffazione”.
 
“Siamo estremamente preoccupati per lo stato di precarietà della discarica di Scarpino – riprende Cavo – se la Provincia dovesse ordinarne la chiusura ci troveremmo in una situazione davvero drammatica in quanto, allo stato attuale, non esistono altri impianti di conferimento. L’Amministrazione comunale deve improrogabilmente trovare una soluzione”.
 
“Altra cosa che ci preme sottolineare – lo incalza Rossetti – è che i costi di mantenimento e messa a norma di Scarpino continuano a ricadere sulle tasche dei genovesi, imprese e cittadini e ci chiediamo quanto inerte voglia ancora essere il Comune su questa problematica! Che il Comune verifichi, con la massima urgenza, con la Regione Liguria, tutte le possibili soluzioni atte a risolvere il problema”.
 
“Nei giorni scorsi – conclude Cattaneo – siamo stati convocati da AMIU per l’illustrazione delle modalità dell’imminente partenza della sperimentazione del servizio di raccolta porta a porta dell’umido per alcune categorie. Le nostre imprese sono sempre disponibili a collaborare con gli Enti per migliorare la vivibilità della nostra Città, ma riteniamo che, a fronte di ciò, debba essere previsto un meccanismo premiante (sotto forma di abbattimento e riduzione del tributo) per le aziende poiché solo così si possono ottenere risultati positivi.
In tal modo le aziende vengono incentivate a mettere in atto comportamenti virtuosi con benefici sia per l’ambiente che per i costi del servizio. Un modello che ha consentito, in altri Comuni italiani, di aumentare l’efficacia della raccolta differenziata favorendo un maggior coinvolgimento da parte delle utenze non domestiche”.