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Tagli Province, Fossati al ministro: “Noi obbligati a ridurre servizi, ma nessuno tocca gli sprechi”

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Provincia. Dopo aver imposto nuovi pesantissimi tagli ai bilanci, l’invito a garantire comunque tutti i servizi al territorio rivolto alle Province dal ministro Maria Carmela Lanzetta “si può considerare impossibile, come la quadratura del cerchio”.

Lo dice amaramente Piero Fossati, commissario straordinario della Provincia di Genova che ha deciso di rispondere con molta franchezza all’esponente del Governo, ricordando innanzitutto che “per garantire la piena operatività di tutte le funzioni e la continuità di tutti i servizi sono necessarie le risorse”.

Risorse che invece anche nel 2014, dopo i tagli di 31 milioni complessivi fra 2011 e 2012, la Provincia vede “ulteriormente ridotte” ed è impensabile in questa situazione “che per l’ente già costretto a ridurre le spese di funzionamento e in pratica quasi ad azzerare gli investimenti e le manutenzioni a strade e scuole” nell’ultimo biennio,”non vi siano ripercussioni sulla continuità dei servizi perchè incidere sui servizi diventa inevitabile come ultimo disperato tentativo di far fronte a un quadro che definire fosco e inquietante può apparire riduttivo, considerato che molte Province italiane già sono in
condizioni di dissesto o pre-dissesto a causa dei nuovi tagli nazionali, mentre si continuano a presentare le Amministrazioni
Provinciali fra le principali cause dell’attuale crisi in generale e della Pubblica Amministrazione in particolare, assegnando loro il non meritato ruolo di capro espiatorio di una situazione che ha origini ben più complesse e, nel contempo, di indiscussa evidenza”.

Fossati ribadisce totale comprensione per “la grave contingenza in cui il nostro Paese si trova” e, con questa consapevolezza, insieme a tutto il personale dell’Ente, “ho garantito la continuità della funzione amministrativa della Provincia di Genova nella prospettiva della sua trasformazione in Città Metropolitana” ma nel confermare il proprio impegno “che proseguirà invariato fino alla scadenza, a titolo completamente gratuito” aggiunge che “non si può più tacere la situazione in cui i nostri Enti si sono venuti a trovare quasi fossero gli unici responsabili dei problemi della Pubblica Amministrazione
italiana”.

L’invito del Ministro “pur comprensibile” per il commissario della Provincia è perciò “difficilmente accettabile per chi oggi, senza risorse si fa carico gratuitamente, (a differenza di molti altri) di situazioni che spesso non ha concorso a creare e che, comunque, non paiono di certo essere tra quelle che hanno gettato e gettano tanto discredito nei confronti della politica”.

Il pensiero del commissario della Provincia va per esempio “agli emolumenti di amministratori regionali, dei parlamentari e dei vertici ministeriali che mal si conciliano con il regime di austerity e di consapevole responsabilità che, giustamente, Lei invoca. Sono contraddizioni che, personalmente, avverto come avvilenti e che rendono inevitabile la domanda: quando si porrà fine a questa macroscopica e ingiustificabile difformità di trattamento?”.