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Regolamento primarie, Liguria per Civati: “Sì al doppio turno e appello ai candidati per la trasparenza”

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Liguria. Rivolgiamo un appello per evitare che il PD si avviti nell’ennesima discussione sulle regole, quando i cittadini della Liguria si aspettano risposte a problemi più urgenti”.

Così il gruppo di Liguria per Civati, in vista dell’approvazione dello schema definitivo del PD del regolamento delle primarie.

“Cerchiamo di lasciar perdere ragionamenti di parte su cosa convenga a uno o all’altro dei candidati già in campo e proviamo a pensare a quali regole siano più adeguate per costruire la candidatura il programma più forti nell’interesse della Liguria.”

“Circa il doppio turno – aggiungono i membri di Liguria per Civati – l’idea di eliminarlo dopo quattro approvazioni all’unanimità da parte della commissione che ha scritto le regole non sarebbe un approccio funzionale.”

“Ragionando sulla funzione che dovrebbero avere le regole – spiegano dal gruppo – il doppio turno garantirebbe il rafforzamento del candidato presidente della coalizione, facendo in modo che possa arrivare a più di metà dei voti, in un sistema più democratico.”

“Inoltre – proseguono i rappresentanti di Liguria per Civati – il PD dovrebbe insistere su regole rigorose legate alla trasparenza per tenere fuori dalla competizione democratica le lobby e gli interessi di parte. Dovremmo stabilire che i candidati rendano pubblici i loro bilanci anche durante la campagna e che nessuno possa ricevere donazioni da singoli per un valore superiore ai 200 euro. Quello che ha fatto Renzi, che aveva raccolto in donazioni fino a 200 euro un totale di 90mila euro, dimostra come la previsione sia fattibile e attuabile”.

“Lanciamo inoltre un appello fin da ora ai candidati già in campo – concludono dal gruppo – convinti che condividano l’impegno per la trasparenza. È importante che rendano pubblici i loro bilanci e le donazioni ricevute sino a oggi e che aderiscano da subito, prima dell’arrivo del regolamento, a questi principi di buon senso sui bilanci e sulle donazioni, per non accettare interferenze economiche che inquinerebbero la competizione elettorale”.