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Politica

Recupero rifiuti, biodigestore e assunzioni. Le linee di indirizzo di Tursi ad Amiu: “Differenziata obbligo morale”

Genova. Differenziata “obbligo morale”, biodigestore per il trattamento dell’organico nelle ex aree Ilva, dispositivi per separare umido e secco e almeno un’isola ecologica in ogni Municipio. Un ciclo dei rifiuti non più problema, ma opportunità. La visione di Tursi, e della delibera di giunta presentata oggi dopo il ritiro improvviso dell’altro giorno, sposa gli orientamenti dell’Unione Europea che punta a promuovere un nuovo modello basato sull’economia circolare, con il recupero spinto di materia e la riammissione nel ciclo produttivo delle materie prime e seconde.

“Con questa delibera – ha spiegato l’assessore Valeria Garotta – che in realtà è una proposta di giunta al consiglio, sulla quale mi auguro arrivino contributi per arricchirla ulteriormente, sanciamo in modo formale la nostra visione sul ciclo dei rifiuti: recupero della materia e sviluppo dell’impiantistica a supporto della differenziata. Prevediamo un biodigestore per il trattamento dell’organico, dispositivi per separare umido e secco, e almeno un’isola ecologica in ogni Municipio”, così che il territorio “non abbia più scuse”.

L’emergenza Scarpino, la crisi del sistema rifiuti si supera cioè con l’impegno di tutti, cittadini genovesi in primis. “Tutti dobbiamo sentire la differenziata come un obbligo, non solo di legge ma morale”, ha sottolineato Garotta. E questo vale anche per l’azienda municipalizzata. “Oggi con questa delibera diamo mandato forte ad Amiu per completare il posizionamento dei cassonetti in tutta la città, entro il 2016”.

I numeri sulla differenziata a Genova non sono lusinghieri: “oggi siamo poco sotto il 35% – ha ricordato l’assessore – il piano regionale prevede obiettivi almeno del 50% entro il 2016 e del 65% per il 2020, abbiamo ancora qualche anno per adeguarci, ma auspichiamo di poter essere più ambiziosi”.

C’è poi l’impegno “forte” della giunta a ridiscutere l’assetto delle ex aree Ilva liberate, con la nascita di un grande polo tecnologico avanzato ambientalmente, imperniato sulle “sinergie impiantistiche del biodigestore e il depuratore che Iren sta progettando nelle aree limitrofe”.

E sul fronte occupazionale, dati anche i trascorsi e i ricorsi del passato, un segnale positivo: Tursi concorderà con Amiu un piano di assunzioni a tempo indeterminato, “perché crediamo che lo sviluppo di Amiu debba essere il più possibile supportato da occupazione interna”, ha annunciato oggi Garotta. Al momento non ci sono numeri precisi ma “l’azienda ha presentato un piano per il fabbisogno, e da lì si partirà”.

Infine lo spettro che ha agitato le partecipate: la possibilità di un partner industriale. “Ad Amiu chiediamo un piano industriale, che dovrà essere presentato entro 31 luglio”. L’azienda dovrà quindi quantificare gli investimenti sulla base delle linee di indirizzo contenute nella delibera e dovrà anche dire quali siano i possibili assi di finanziamento. “Il tema del partner privato – ha concluso l’assessore – non è elemento di questa delibera, abbiamo chiesto all’azienda di formulare la proposta su come si finanzino gli impianti che dobbiamo realizzare”.