Quantcast
Sport

Pallanuoto, Nando Pesci a Bogliasco: “Ragazzi lavorate, la porta è aperta”

Bogliasco. Nando Pesci, commissario tecnico d’oro delle nazionali giovanili, è stato alla Vassallo di Bogliasco che ha ospitato uno dei quattro gironi di semifinale della categoria Under 17 maschile.

Pesci guarda le partite, ragiona sui giocatori, programma l’attività, dialoga con il delegato federale alle giovanili Gianfranco De Ferrari.

Mister cosa ha visto? “Siamo in giro soprattutto in questo periodo per valutare e vedere se i ragazzi che sono potenzialmente nel giro delle squadre Nazionali giovanili sono fisicamente mentalmente a posto. In occasioni delle semifinali under 17 io a Bogliasco, Duspiva a Firenze, Di Cecca a Roma, Palmentieri a Napoli. Stiamo cercando di vedere il più possibile e cogliere le migliori situazioni, per i ragazzi, soprattutto perché se hanno voglia, se mettono impegno, se fanno vedere quello che valgono noi teniamo sempre una porta aperta”.

Qui Bogliasco, Brescia, Roma, Sori. “Ho visto ragazzi che hanno profuso impegno, partite che mi hanno dato segnalazioni precise. Squadre sottoleva ma tignose, altre che hanno mostrato gesti notevoli di bella pallanuoto”.

L’estate è tempo di riposo ma non per lo sport, la pallanuoto in particolare. “Due mesi precisi, dal primo luglio al 31 agosto. L’estate 2014 sarà lavorare con più categorie: Coppa Comen per i ’96, common training e Torneo in Montenegro, Acireale e Syros al Vikelas Cup, con i ’95 e ’96. Abbiamo i Mondiali con i ’96 e alla fine agosto gli Europei categoria ’95. E’ un’attività molto intensa e spero di poter inserire più atleti possibili. Questo è il periodo giusto, è il momento della crescita, e non si fanno vacanze se si pensa allo sport ad alto livello”.

Non è proprio facile, una parola ai ragazzi e alle loro famiglie. “Se c’è questa passione è necessario capire che bisogna rinunciare a qualcosa. E’ complicato per i giovani che comprendono che è terminato l’impegno scolastico e che quindi possono andare a fare un bagno al mare e stare con gli amici, però se credono in quello che stanno facendo devono saper rinunciare. Le famiglie devono essere da supporto e non da intralcio, sono convinto che capiscono e possono seguire i loro figli, al di fuori, da lontano ma trovando anche i momenti per stare con loro”.

L’Italia dovrà fare a meno di Edoardo Di Somma, per lui e per Giacomo Cocchiere lei non ha fatto mancare, da subito, vicinanza e partecipazione. “Sempre rimanendo nella relazione tecnico-giocatore, ho voluto far sentire la mia presenza e quella in qualche modo della Federazione, in questo momento così complicato. Edoardo ha tante doti, ha capacità, forza mentale e fisica notevoli: noi siamo in attesa che riesca a risolvere i suoi problemi, che abbia la forza e la pazienza di lottare per rivederlo come e meglio di prima”.

Più informazioni