Politica

Lavagna dice no al caro acqua, nasce il Comitato: “Via a una lunga battaglia”

Lavagna. L’assemblea pubblica per la costituzione del comitato contro il caro acqua ha avuto pieno successo e la sala Rocca, giovedì sera era al gran completo, con oltre un centinaio di persone presenti, tra gli altri anche il nuovo sindaco di Lavagna, Pino Sanguineti, i consiglieri comunali Mario Maggi, Andrea Giorgi e Lavarello.

Tra il pubblico, operatori del settore turistico, balneare albergatori, ristoratori, pensionati, un sala affollati da ogni categoria di persone, purtroppo si è notata la mancanza di giovani.

Vincenzo Camporese, promotore dell’iniziativa, ha illustrato la storia dell’acquedotto Lavagnese, dalla concessione cinquantennale degli anni 30 a una ditta privata, per arrivare poi negli anni 70 alla municipalizzazione, e per tornare nel 2000 a ripetere gli errori della concessione privatistica, infatti il concessionario diventa in realtà il monopolista naturale, nel senso che il tubo dell’acqua è uno solo. “Se poi aggiungiamo l’incompetenza dei politici e di alcuni tecnici, contrari alla buona gestione della cosa pubblica, ma solamente mirati alla conservazione della poltrona assegnata per meriti partitici, la frittata è fatta e il risultato è l’acqua a 3 euro a metro cubo – spiega Camporese – A tutto questo si aggiunge la beffa della depurazione che a Lavagna non esiste ma che si paga ugualmente, La beffa del pro die, cioè applicazione nella fatturazione che diventa bimestrale, applicando il modulo di consumo annuale con il criterio del consumo giornaliero e quindi maggiorazione degli superi con penalità di consumo. Applicazione vessatoria e contraria alla sentenze del Tribunale di Chiavari e di Genova”.

L’intervento dell’Avvocato Giordano di Rapallo ha chiarito gli aspetti giuridici dei problemi tariffari e consigliato le strategia da applicare per ottenere una giusta applicazione tariffaria, consigliando di muoversi su diverse direzioni. “Politica prima di tutto affinché l’ATO attraverso i sindaci si muova nei confronti dell’ente gestore dell’acqua, sensibilizzare l’opinione pubblica cercando anche di coinvolgere tutti i comitati spontanei nati sul territorio”, conclude.

Presto i fondatori del comitato si riuniranno per eleggere un direttivo e un presidente, affinché il comitato possa diventare operativo e iniziare una lunga battaglia contro l’ente gestore dell’acqua.