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Economia

Ilva, Fiom, Fim e Uilm incontrano Gnudi. La rsu di Genova: “Assurdo che Taranto sia stata invitata e Genova no”

Un incontro importante dal quale i delegati dello stabilimento Ilva di Genova sono stati esclusi. Domani infatti presso il ministero dello Sviluppo economico si terrà un primo confronto ufficiale tra le segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uilm e il nuovo commissario dell’Ilva Guido Gnudi, che ha sostituito Enrico Bondi.

Un cambio al vertice che ha stupito in molti in un momento delicatissimo per il colosso siderurgico italiano con gli stipendi dei 16 mila dipendenti a rischio per mancanza di liquidità. Per metterci una pezza dovrebbe essere richiesto in fretta un prestito ponte. Mentre l’ipotesi di un coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti sembra ormai sfumata, voci sempre più insistenti parlano dell’interessamento di grandi gruppi degll’acciaio, dal gruppo Marcegaglia ai franco-indiani di Ancelor Mittal. I sindacati sono molto preoccupati: “Non sappiamo di cosa si parlerà domani – dice Armando Palombo rsu Ilva – perché i nostri sindacati nazionali hanno invitato al tavolo i delegati di Taranto ma non noi. Ci sembra un passo falso piuttosto grave”

Anche sulla sostituzione del commissario i sindacati sono perplessi: “Bondi aveva presentato un piano industriale che teneva insieme ambiente, sicurezza e l’unicità degli stabilimenti Ilva, non sappiamo cos’abbia in mente Gnudi, per questo ci sarebbe piaciuto incontrarlo”

Le rsu genovesi di Fiom, Fim e Uilm hanno indirizzato una lettera unitaria di protesta ai loro sindacati e la tensione nello stabilimento genovese sembra destinata ad alzarsi: da un lato non ci sono garanzie, senza il prestito ponte, del pagamento degli stipendi di luglio, dall’altro ci sono i contratti di solidarietà che scadono a settembre in una situazione di grande incertezza. E se l’accordo di programma che tutela lo stabilimento genovese non venisse rispettato i sindacati e i lavoratori dell’ulva sono pronti a dare battaglia.