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La Gronda della discordia, salta incontro a Roma. Bernini: “Indispensabile intervenire sul nodo genovese”

Genova. Tutti giurano che si farà. La Gronda autostradale di Genova, però, continua a rimanere sulla carta. E se il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha oggi ribadito che l’opera rimane di strategica importanza, il rinvio della riunione prevista per oggi a Roma per fare il punto su costi e risorse rappresenta un segnale negativo.

Non nasconde il disappunto il vicesindaco Stefano Bernini: “Quando ho parlato con Lupi mi aveva assicurato che l’incontro ci sarebbe stato e che a settembre ci sarebbe stata la conferenza dei servizi”.

A prescindere dal rinvio, continua Bernini, “ci sono alcune situazioni particolarmente delicate che penso vadano affrontate subito: parlo degli interferiti che dovono essere messi in condizione di avere un giusto indennizzo a seguito degli espropri e poi il conferimento dello smarino perché non possiamo pensare di non procedere con l’adeguamento dell’aeroporto”.

Ma se i conti non tornassero, si rischierebbe veramente un nulla di fatto? “Non credo – risponde Bernini – che la Gronda non si faccia, in ogni caso l’intervento sul nodo autostradale genovese in alcuni tratti è indispensabile. Se passate tutte le mattine sul ponte Morandi per raggiungere il centro della città vedrete che non solo le auto private ma anche i mezzi pesanti sono bloccati. Genova è anche una città portuale e industriale ed è indispensabile, ad esempio, risolvere la situazione del Nodo di San Benigno e della rettifica della A7”.

Priorità, insomma, che secondo Bernini non possono essere eluse, senza però parlare di un “progetto minimo”. “Penso che un progetto non debba mai essere minimale. Bisogna elaborare dei progetti generali e poi si può decidere di intraprendere dei percorsi per cominciare a fare qualcosa. Però allo stesso tempo bisogna predisporre le cose in modo che anche tutto il resto sia fattibile”.

Intanto la polemica continua. L’ultima battuta, per ora, spetta a Raffaella Paita, assessore regionale alle Infrastrutture, a commento delle dichiarazioni di Lupi, secondo cui la Gronda sarebbe strategica esattamente quanto il passante di Bologna. “Sono felice per i bolognesi – chiarisce Paita – ma oggi, dal punto di vista delle autorizzazioni, la gronda è almeno 2 anni avanti rispetto a quell’opera. Quelle risorse se usate per la gronda potevano contribuire a diminuire l’aumento tariffario e inoltre non si può dimenticare che Bologna ha già una terza corsia dinamica e una tangenziale, mentre Genova ha solo due corsie”.