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Genova, la rete ciclabile si allarga. Dagnino: “Via XX Settembre asse di collegamento fondamentale”

Genova. Piste ciclabili al Porto Antico, a Voltri, a Nervi, ma non in via XX Settebre dove il percorso “non è tra i migliori”. E’ il consigliere Franco De Benedictis a riaprire la discussione in Aula Rossa a Tursi prima che, terminate le vacanze, i fondi ministeriali diano il via alla costruzione di ulteriori 6 km di pista ciclabile in città. “A mio parere la zona di percorso di via XX Settembre non è delle migliori – ha detto De Benedictis – è in salita, percorsa dai bus, rumorosa e inquinata, per gli autisti, inoltre, le biciclette costituiranno uno stress maggiore”.

“La rete ciclabile è stata deliberata da molti anni – ha risposto l’assessore Annamaria Dagnino – non comprende solo via XX Settembre, ma anche la zona del Porto Antico, ad esempio”, mentre in altre parti della città si continua ad arricchire in contemporanea con gli interventi urbanistici, come per la Fascia di rispetto di Pra’.

“Via XX Settembre, inoltre, è l’anello di congiunzione tra una parte e l’altra della città, i ciclisti urbani, in crescita costante, la utilizzano già, è un asse di collegamento fondamentale, e nonostante la grande discussione fin qui fatta, si tratterà di un intervento leggero – ha sottolineato l’assessore – fatto secondo le regole del codice della strada, nazionali ed europee, rispetto alla convivenza tra le due ruote e i mezzi pubblici e privati”.

Secondo le stime di Tursi questo intervento comprenderà anche la tendenza alla diminuzione del traffico privato. “E d’altra parte – ha ricordato poi Dagnino – tutti gli interventi dagli anni ’90 in poi, hanno teso a decongestionare via XX Settembre”. In conclusione, all’interno di questa logica generale, il salotto buono della città resta “un asse strategico”, oltre che per i mezzi pubblici anche per le due ruote, “anello di collegamento tra levante e centro storico”.

“Anziché snellire si andrà a ingolfare – ha commentato insoddisfatto De Benedictis – ci saranno bus in coda con emissioni di fumi e i ciclisti in crescita – ha concluso ironicamente – lo sono in termini di età, non numericamente”.