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Esaote, il giorno del vertice al Mise: 54 magliette rosse genovesi “invadono” Roma

Genova. Cinquantaquattro magliette rosse sono partite questa mattina all’alba alla volta di Roma. Sono i lavoratori di Esaote, oggi nella capitale per l’incontro che si svolgerà nel pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico. Nodo cruciale resta il piano industriale, che comporta per l’azienda biomedicale 76 esuberi, 50 esternalizzazioni e 120 persone in cassa integrazione tra Genova e Firenze (52 lettere sono già arrivate con decorrenza dal 14 luglio).

Lavoratori e sindacati continuano lo stato di agitazione e oggi sono in tanti, da Genova e da Firenze, ad essere scesi in pullman per l’incontro al Mise, dove il confronto avrà come interlocutore anche il Governo. Un’ultima spiaggia per evitare di disperdere il patrimonio di eccellenza non solo per Genova.

A rischio, inoltre, non ci sono soltanto i lavoratori diretti. “L’indigesto piano industriale annunciato da Esaote, fatto di tagli ed esternalizzazioni, penalizzerà anche le ditte come OMS che garantiscono oggi la produzione di Esaote – scrive in una nota la Fiom – Cgil di Genova – Nell’incontro in Confindustria tra azienda, rsu e rappresentanti sindacali territoriali l’azienda si è resa disponibile a proseguire fino a fine anno l’attività anziché interromperla a ottobre come precedentemente comunicato alla rsu e ha manifestato la disponibilità a aprire un tavolo di trattativa a settembre con l’obiettivo di individuare ammortizzatori sociali idonei a mantenere in organico per tutto il 2015 le attuali risorse impegnate”.

Su quest’ultimo punto “sarà importante la posizione che assumerà Esaote nell’incontro di oggi al Mise rispetto alla conferma della produzione di apparati biomedicali nell’area genovese”.