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Caso amianto, Esaote e Ilva, passando per Piaggio Aero: la partita del lavoro tra Genova e Roma

Genova. Una giornata indimenticabile, sperando che il termine abbia significati positivi. E’ quella di domani per il mondo del lavoro genovese, stretto in un ping pong di proteste e trattative con Roma e non solo.

Partiamo da Ilva. Domani la Regione Liguria chiederà al governo Renzi “la cassa integrazione in deroga mensile” per i lavoratori dello stabilimento di Cornigliano. Dopo il prestito ponte e lo scongiurato blocco degli stipendi, infatti, l’emergenza si è spostata a settembre, quando scadranno i contratti di solidarietà. “Dobbiamo trovare – aveva detto il presidente della Regione Claudio Burlando – un’altra modalità che non sia né i contratti di solidarietà, né la Cigs. Questa modalità si pensa possa essere solo la cassa integrazione in deroga, però deve essere nazionale e mensile, non possiamo entrare nel meccanismo infernale della cassa in deroga pagata con 6 mesi di ritardo a tutti i lavoratori dell’Ilva. Una cassa in deroga non per la dimensione dell’azienda ma per l’esaurimento di tutti gli ammortizzatori sociali precedenti. In attesa di capire che fine farà la filiera dell’acciaio”.

Dall’acciaio all’amianto, perché il mondo del lavoro è anche quello di chi a causa della sua attività si è ammalato. Alle ore 12 presso il Ministero del Lavoro si terrà l’incontro tra il Ministro Giuliano Poletti, i sindacati, gli enti Inps e Inail e i funzionari ministeriali interessati. Mercoledì 2 luglio i lavoratori e i pensionati hanno manifestato in concomitanza con l’udienza in tribunale in merito al rinvio a giudizio su un gruppo di pensionati Ansaldo. La vertenza amianto dura ormai da 9 anni con lavoratori bloccati sul posto di lavoro, pensionati ai quali è stata tolta la pensione o che hanno ricevuto e stanno ricevendo richieste di risarcimento per decine di migliaia di euro. Una vicenda che interessa a Genova oltre duemila persone prevalentemente in Ansaldo e Ilva.

E poi c’è Esaote. Come da programma questa mattina la giunta comunale ha avviato la procedura formale che porterà alla revisione del Puc facendo tornare all’originaria destinazione industriale le aree di via Siffredi che si dovrebbero liberare con il trasferimento a Erzelli dell’azienda. Intanto però l’atteggiamento di Esaote nell’ultimo incontro al Ministero del Lavoro è stato particolarmente rigido: confermato il piano industriale che prevede 76 esuberi (di cui 37 a Genova), 120 procedure di cassa integrazione, l’esternalizzazione per 50 dipendenti oltre al trasferimento di 22 lavoratori del settore ricerca e sviluppo da Firenze a Genova. Secondo i sindacati, inoltre, le lettere di cassa integrazione stanno già arrivando a casa dei lavoratori, in stato di agitazione.
Dopo le proteste dei giorni scorsi questa mattina si è tenuta un’ora di assemblea e per domani mattina probabile nuovo corteo con blocchi nella zona di Cornigliano.