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Aeroporto Colombo: Enac riduce i vincoli edilizi per i comuni limitrofi. Ma resta aperto il “caso Genova”

Aeroporto

Genova. Enac – Ente nazionale aviazione civile ha parzialmente rivisto i nuovi vincoli edificatori per i comuni nell’area dell’aeroporto di Genova “Cristoforo Colombo” di Genova bocciati dalla Regione Liguria nell’aprile scorso e oggetto di una formale opposizione da parte della giunta Burlando, su proposta dell’assessore all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale Gabriele Cascino , con il direttore generale del dipartimento Pier Paolo Tomiolo.

La cartografia trasmessa alla Regione Liguria, per evitare problemi alla navigazione aerea comprendeva diverse limitazioni in altezza per gli edifici e per la realizzazione di impianti e attrezzature. Mappe molto più restrittive di quelle attuali che, se applicate, avrebbero bloccato qualunque intervento edilizio sul territorio entro il raggio di quindici chilometri.

I comuni del Genovesato interessati alla cancellazione dei nuovi vincoli, parzialmente o totalmente, per i quali Enac ha accolto l’opposizione della Regione Liguria sono: Campo Ligure, Campomorone, Cogoleto, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant’Olcese, Ceranesi, Serra Riccò, Tiglieto. Nel territorio di questi comuni, dopo la comunicazione di Enac, la quota 0,00 di in edificabilità per le nuove costruzioni è stata elevata a 15 metri sopra il suolo, permettendo così le edificazioni previste dai Piani urbanistici comunali. Resta aperta invece la questione-vincoli edilizi nel comune di Genova, e nei comuni di Arenzano, Tiglieto, Urbe e Sassello.

Per condividere azioni di mitigazione da introdurre rispetto ai vincoli di edificabilità imposti, è stato costituito tra gli stessi comuni ed Enac un tavolo tecnico. Ma anche i comuni che hanno ottenuto l’eliminazione dei vincoli edilizi più “pesanti” saranno sentiti dalla Regione Liguria per verificare la congruità del provvedimento di Enac. Nell’atto di opposizione della Regione Liguria alle nuove mappe di vincolo di Enac, la delibera regionale segnala, fra i vari punti, “profili di illegittimità in ragione della carenza di documentazione prodotta, l’inadeguatezza dei parametri tecnici presi a riferimento e incongruenti per le caratteristiche del territorio del Genovesato, la sproporzione dei vincoli che ricadrebbero sul territorio e delle restrizioni anche per le attività economiche e produttive.

“Senza considerare il fatto che non siamo in pianura, dove questi limiti andrebbero bene, ma in un territorio montuoso, dove l’altezza delle montagne sfora già i limiti fissati dalle nuove mappe di sicurezza di Enac, sempre che non si decida di abbatterle”, commenta l’assessore Cascino, soddisfatto per questa prima decisione di Enac.