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Cronaca

Amianto, mercoledì manifestazione di lavoratori e pensionati. Esposto in Procura: “A Genova si indaga al contrario”

Genova. Mercoledì 2 luglio i lavoratori e i pensionati dell’Amianto torneranno in piazza a manifestare, in concomitanza con l’udienza che si terrà in tribunale in merito al rinvio a giudizio su un gruppo di pensionati Ansaldo. “Manifestiamo solidarietà a queste persone – spiega Antonio Perziano, Cgil Genova – perché sappiamo dove hanno lavorato, hanno operato in reparti dove i loro colleghi si sono ammalati e morti per mesotelioma”. Il 2 di luglio presenteranno alla Procura di Genova un esposto. “Chiediamo alla magistratura di indagare sui 2500 casi di mesotelioma (la metà a Genova) per individuare le responsabilità di tante vittime, così come è stato per Taranto, Porto Marghera e Olivetti. A Genova invece si sta indagando al contrario – sottolinea Perziano – sui lavoratori ex esposti invece di individuare le responsabilità di chi ha provocato le vittime”.

Lavoratori bloccati sul posto di lavoro, pensionati ai quali è stata tolta la pensione o che hanno ricevuto e stanno ricevendo richieste di risarcimento per decine di migliaia di euro. Sono le conseguenze pagate sulla pelle della annosa vertenza amianto, con una indagine della magistratura che dura ormai da 9 anni.

Una situazione drammatica che vede protagonisti molti operai e lavoratori che per anni hanno lavorato nelle fabbriche genovesi, colpiti nei diritti e costretti a pagare anche a caro prezzo in termine di salute. A questo si aggiunge la disparità di trattamento rispetto ai “colleghi” del resto di Italia, dal punto di vista legale e non solo: di qui l’esposto in Procura a Genova. Solo il mese scorso una sentenza a Taranto sull’Ilva-Italsider ha stabilito che a fronte di 15 casi di mesotelioma, 27 dirigenti sono stati condannati a pene fino a 9 anni e mezzo di detenzione e nessun procedimento di indebiti benefici riguardo all’amianto è stato portato avanti.

“A Genova, tra il 1994 e il 2010 – spiega l’avvocato Giancarlo Bonifai – abbiamo avuto 2385 decessi per mesotelioma. Nelle due grandi fabbriche genovesi, 134 decessi in Ansaldo, e 111 nell’ex Italsider. Per questi procedimenti e a moltissimi altri non ci risulta che siano arrivati a processo dibattimenti – sottolinea il legale – questo è quello che denunciamo. Chiediamo una pari attenzione per i morti così come per i pensionati”.