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Università di Genova, Martelli: “Capacità, equità e volontà di semplificazione: questo il profilo del nuovo rettore”

Genova. “Il prossimo voto sarà determinante per la scelta di chi andrà al ballottaggio e quindi del profilo del prossimo rettore, che dovrà garantire comprovata capacità di realizzare gli obiettivi, volontà di semplificare la vita quotidiana in Ateneo, equità e collegialità”, spiega Maurizio Martelli, prorettore vicario dell’Università di Genova e candidato a rettore, in vista del secondo turno di voto, previsto mercoledì 25 e giovedì 26 giugno.

“Sono consapevole che stiamo vivendo un momento di grave crisi del sistema universitario e conseguentemente di scontento da parte di tutte le componenti del mondo accademico, siano essi docenti, personale tecnico, amministrativo, bibliotecario, sanitario o studenti, centro vitale di ogni Ateneo. La campagna elettorale ha permesso un positivo approfondimento di temi e proposte che richiedono una serie di azioni prioritarie, a partire da un vero e proprio “check-up” dello statuto. In particolare, rendere l’amministrazione sempre più a supporto della didattica e della ricerca e semplificare la vita quotidiana in Ateneo. Avere la massima propensione all’ascolto, anche sugli argomenti che saranno discussi negli organi e, per trasparenza, chiarire sempre chi è responsabile di cosa. È necessario anche un impegno a triplicare gli investimenti per migliorare le infrastrutture per la didattica e realizzare residenze per studenti, oltre a recuperare risorse di Ateneo per potenziare il fondo di incentivazione al personale, riducendo il carico sui contratti conto terzi”.

“Dovremo inoltre impegnarci a individuare le soluzioni necessarie a favorire il lavoro femminile, con iniziative rivolte, in particolare, alle madri lavoratrici. Dal punto di vista della formazione e della ricerca sanitarie, dovremo lavorare per affermarne il primato nel rapporto con il sistema sanitario regionale, anche con protocolli d’intesa che prestino particolare attenzione alle norme di garanzia, agli aspetti economici e al convenzionamento dei giovani ricercatori. Infine, serve un rapporto con il territorio fattivo, aperto, ma con la orgogliosa convinzione di rappresentare una componente fondamentale che deve essere rispettata e ascoltata. L’obiettivo è migliorare il nostro Ateneo e renderlo sempre più competitivo e moderno”, conclude.