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Unige, Maurizio Martelli: “Valorizzazione sanità attraverso ricerca e formazione”

Genova. “Assistenza, ricerca e formazione sono i pilastri che reggono la complessa struttura sanitaria e universitaria», spiega Maurizio Martelli, prorettore dell’Università di Genova, intervenuto oggi pomeriggio durante l’incontro organizzato nell’aula magna della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche tra docenti e i quattro candidati a rettore dell’Ateneo.

“Non comprendere che la difesa della sanità ligure non passa attraverso la spending review, come questa Regione purtroppo sta facendo, ma al contrario attraverso la valorizzazione delle nostre eccellenze in Italia e all’estero, è un comportamento miope da parte dei nostri enti locali. È vero che le difficoltà nei rapporti tra sistema universitario e sanità rappresentano un dato di fatto nazionale, ma ci sono anche diverse Regioni che, a fronte di queste problematiche, offrono una serie di vantaggi economici e strutturali che purtroppo mancano sul nostro territorio. Per noi si tratta di un’ulteriore difficoltà, che si traduce in retribuzioni, spazi e strutture non adeguate al lavoro svolto quotidianamente dagli addetti ai lavori”.

“Ci sono altre situazioni che ritengo prioritario risolvere: in particolare, la valorizzazione di un’eccellenza come il Gaslini e la rivalutazione del ruolo dell’Irrcs San Martino-Ist. Si tratta di un’istituzione fondamentale, la cui missione oncologica non deve però sovrastare quella della ricerca in altri ambiti e della formazione e per questo l’Ateneo dovrà impegnarsi a difenderne la natura universitaria. Con l’Irccs è necessario ragionare anche del piano di ristrutturazione edilizia da 24 milioni di euro sul quale dovremo mantenere una posizione forte perché le risorse vadano a valorizzare tutto il complesso della struttura. Altra questione su cui si deve intervenire tempestivamente è quella degli specializzandi: la nostra legislazione ha troppo spesso un atteggiamento “schizofrenico” su questo argomento e per questo dovremo lavorare sia per semplificare gli aspetti legislativi, sia per rinegoziare i fondi a disposizione. Senza dimenticare il nodo del personale a tempo determinato, in particolare i ricercatori, da risolvere al più presto”.

“Dobbiamo rivendicare la nostra autonomia – conclude Martelli – Credo che sia possibile, se ci fossero le condizioni per realizzarlo, pensare a un ospedale universitario: è necessario prendere una posizione forte già ora, in vista delle elezioni regionali, per pensare poi a una struttura autonoma che, con le nostre potenzialità, saremmo in grado di gestire dal punto di vista medico e didattico”.