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Cronaca

Spese pazze Liguria, dimissioni per Fusco e Piredda: sabato gli interrogatori di garanzia

Regione. Manca l’ufficialità ma le dimissioni di Maruska Piredda, ex consigliera regionale eletta nelle fila dell’Idv e poi passata al Gruppo Misto, arrestata ieri nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione, sono pronte.

Una decisione che segue di poche ore quella della collega Marylin Fusco, dopo che ieri, alle due consigliere erano stati notificati gli arresti domiciliari per possibile reiterazione del reato. Gli interrogatori di garanzia si terranno sabato mattina, alle 10 e alle 11, in Procura.

Per l’accusa gli esponenti dell’Idv (anche l’ex vicepresidente della giunta, Nicolò Scialfa è agli arresti domiciliari) avrebbero usato fondi pubblici destinati al gruppo politico per spese personali non attinenti all’attività politica. E i domiciliari si sono resi necessari in quanto “sia per Marylin Fusco che per Piredda si è profilata la possibilità di reiterazione del reato e il pericolo di inquinamento probatorio”.

Di fatto, a questo punto, però, dovrebbero cessare le esigenze cautelari. Ma, va ricordato, le dimissioni di un consigliere regionale, che ricopre un incarico pubblico, non sono automatiche.

Secondo il regolamento interno del consiglio regionale, infatti, le dimissioni devono essere indirizzate al presidente dell’assemblea (Michele Boffa), che nella prima seduta utile (presumibilmente martedì prossimo) le deve porre all’ordine del giorno. Quindi saranno votate per appello nominale. Poi, entro e non oltre dieci giorni, si procederà alla surroga del consigliere dimissionario (art.26).