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Cronaca

Sgombero Buridda, Doria: “Da mercoledì a oggi numerosi atti da condannare. Sì al dialogo, ma rispetto dei ruoli”

Genova. “Sicuramente quando si arriva a uno sgombero è una sconfitta della politica”. Lo ha detto questo pomeriggio il sindaco Marco Doria in aula rossa all’interno di un dibattito richiesto da tutti i gruppi consiliari sulla questione Buridda. Doria ha parlato circa 25 minuti rievocando la storia degli incontri attivati dalla passata amministrazione che portarono nel 2011 alla firma di un protocollo che rivedeva gli spazi occupati in città. Doria ha definito lo sgombero “atto legittimo emesso da un potere per fortuna autonomo e sovrano che non è nella facoltà di un’amministrazione comunale impedire. Io potevo discutere l’opportunità politica di eseguire un provvedimento che le forze dell’ordine erano comunque tenute ad eseguire in presenza di un confronto alla ricerca di soluzione che dovevano comunque essere accettate e dovevano prevedere l’abbandono di via Bertani da parte degli occupanti”.

Dopo l’infuocata riunione di maggioranza di questa mattina, in cui l’assessore ai diritti e alla Legalità Elena Fiorini ha scritto al sindaco una lettera in cui rimetteva a disposizione il suo mandato, il sindaco ha ribadito anche oggi in aula la sua fiducia nell’assessore uscito proprio dalla sua lista civica.

Il sindaco poi ha definito fatti gravi “tutta una serie di episodi che si sono verificati dalla sgombero di mercoledì ad oggi”. In primis il blitz di mercoledì pomeriggio nella sede del Pd di via delle Vigne, poi quelle “ripetersi di frasi e affermazioni verbalmente violente e le parole possono pesare come pietre”. Doria ha anche condannato l’occupazione della ex scuola Garaventa, “edificio rispetto al quale il Comune aveva ed ha idee precise su cosa fare, cioè metterci dentro servizi e uffici pubblici”, forse non avendo chiaro – come però hanno chiarito anche con uno striscione i ragazzi del Buridda, che si tra di una occupazione temporanea.

Infine il sindaco ha parlato della prospettiva, che “si inserisce sui principi tracciati dalla precedente amministrazione, che sono quelli del confronto e del dialogo, nel rispetto però delle parti e dei ruoli”.

“Ho apprezzato il discorso del sindaco – ha commentato Lilli Lauro, capogruppo Forza Italia a Tursi – Ma condannare e nello stesso tempo tutelare è contraddittorio. Lei ha condannato l’occupazione del Garaventa ed è contro l’illegalità. Tutti vogliamo agevolare i giovani, ma occupare illegalmente non va bene”. E poi “Come mai due consigliere hanno partecipato a un corteo che attaccava il sindaco? Anche se sono all’opposizione condanno fermamente questo comportamento”.

Si è interrotto un percorso di dialogo, ha sottolineato il capogruppo Pd, Simone Farello riprendendo uno stralcio del discorso del sindaco: “In questi due anni il percorso ha collassato, altrimenti non saremmo arrivati ai fatti della settimana scorsa, è su questo che l’amministrazione si deve interrogare. Non è sfoderando adesso i muscoli, sulla questione Garaventa, che si risolve il problema – ha aggiunto – va ricostruita la solidarietà tra le articolazioni dello Stato e le istituzioni, ci vuole un’assunzione di responsabilità più forte. Non giova a nessuno un atteggiamento militare, ma non serve nemmeno collocare le scelte di percorsi difficili fuori dalle istituzioni. Quando si entra nelle istituzioni democratiche, ci si assumono responsabilità”.

“Noi adulti, lasciamo pochissimo spazi ai giovani – l’intervento di Paolo Putti, M5S – Ci sono tante attività dentro al Buridda, ma ne abbiamo parlato pochissimo. Ho sentito, invece, parlare di soldi che abbiamo fatto perdere e non del fatto che sprechiamo moltissimi soldi pubblici: forte Begato, Vaillant Palace, per esempio. L’unica cosa che annoto è che la giunta non doveva dire: ‘io non sapevo’. Occorre assumersi le colpe, e fare di tutto per ricostruire quel dialogo che si è interrotto”.

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