Quantcast
Cronaca

Schiamazzi in ore notturne: chiusura anticipata per due locali, il Tar sospende tutto. Tursi: “Incomprensibile”

Genova. Chiusi alle ore 20 per non disturbare i residenti. Anzi no. Il Tar della Liguria ha deciso di sospendere un’ordinanza del Comune di Genova che ordinava lo stop anticipato alle attività di due locali in via Prè. Una decisione che rinfocola le polemiche tra sostenitori e detrattori della movida in una più generale polemica che pare senza soluzione di continuità.

Palazzo Tursi commenta l’accaduto sostenendo il proprio operato: “L’amministrazione comunale – si legge in una nota – nel prendere atto della decisione del Tribunale amministrativo, ribadisce che l’ordinanza corrisponde all’interesse dei cittadini. È stata adottata, infatti, anche su proposta del questore, in ragione degli schiamazzi in orario notturno e del disturbo alla quiete dei residenti. I due locali erano divenuti punto di riferimento e ritrovo per attività illecite e in uno di questi locali, inoltre, era stato recentemente arrestato uno spacciatore”.

Il Tar Liguria ha invece ritenuto che “l’Amministrazione avrebbe potuto disporre di strumenti diversi per fronteggiare la situazione”. “Questa pronuncia – è il commento dell’assessore alla Legalità e ai Diritti Elena Fiorini – dimostra quanto sia complicato e difficile per gli amministratori locali introdurre limitazioni in un quadro normativo contraddistinto dalla liberalizzazione degli orari, anche quando limitarli serve a tutelare i cittadini. Ciononostante siamo convinti che questa sia la strada da perseguire e troveremo altri strumenti per garantire il diritto al riposo e alla tranquillità dei residenti”.

Più duro l’assessore allo sviluppo economico Francesco Oddone: “Credo -spiega – che sia difficilmente comprensibile ai più che se il disturbo alla quiete pubblica si protragga da tempo non venga ritenuto legittimo intervenire con lo strumento dell’ordinanza; è evidente che i controlli e le sanzioni ordinarie non sono bastati per garantire il rispetto delle norme e proprio per questo eravamo intervenuti specificamente con ordinanza su questi due locali”