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Riciclaggio a loro insaputa: soldi sporchi da Roma all’Ucraina, venti genovesi adescati via web

Genova. Sono indagati, loro malgrado, per riciclaggio. Si tratta di venti genovesi, tra i 30 e i 50 anni, che sarebbero stati in realtà vittima di una banda dell’Est Europa che li avrebbe usati per riciclare il denaro sporco attraverso i loro conti correnti.

Il meccanismo sarebbe sempre lo stesso. L’uomo riceve una mail da una giovane e avvenente ragazza, di origini ucraine, in cui chiede un incontro in Italia. Per venire, però, chiede dei soldi. E alla richiesta solitamente riceve un rifiuto. Ma la gang mette in atto un escamotage, che poi altro non è che il reale intento: la giovane spiega che ha una parente a Roma, che può mandarle dei soldi. Ma siccome in Ucraina c’è la guerra e non è sicuro per i connazionali mandarli direttamente, chiede di farli accreditare sul conto corrente dell’uomo che poi li girerà alla innamorata.

E’ a quel punto che scatta così il riciclaggio. Perché quei soldi, infatti, provengono da attività illecite, ma passano attraverso conti correnti ‘puliti’. Il meccanismo è stato scoperto dalla polizia postale genovese, coordinata dal pm Pier Carlo Di Gennaro.