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Resistenza, oltre 1500 operai genovesi deportati: 70 anni dopo, una giornata dedicata alla memoria

Genova. Cinquantamila lavoratori e la più alta concentrazione industriale da Sampierdarena a Sestri, da Voltri a Pontedecimo: era il “triangolo industriale genovese”, come lo definiva Paolo Arvati e durante la Resistenza divenne “il fulcro nevralgico delle lotte operaie antifasciste”, dice Piero Fossati, commissario della Provincia di Genova
che lunedì 16 giugno ospiterà il convegno dedicato al 70^ anniversario di una delle più feroci repressioni nazifasciste delle lotte e degli scioperi: il rastrellamento e la deportazione nei lager, il 16 giugno 1944, di oltre 1.500 operai dalle fabbriche genovesi.

La giornata, organizzata dall’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (Ilsrec) e dalla Provincia con Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Aned e Associazione 16 giugno 1944 si aprirà con la deposizione di una corona d’alloro e la benedizione di monsignor Luigi Molinari, alle 11, alla pressa Siac di Campi in memoria dei deportati e proseguirà alle 15 con il convegno nella sala del Consiglio Provinciale a Palazzo Doria Spinola in largo Eros Lanfranco 1.

Dopo i saluti del commissario Piero Fossati (che ha avuto uno zio fra i deportati della Siac) e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni (Massimo Bisca presidente dell’Anpi provinciale, Ivano Bosco segretario generale della Camera del Lavoro Cgil di Genova, Antonio Graniero segretario generale Cisl Genova, Pierangelo Massa segretario generale CSP UIL Genova, Cristina Quaglia coordinatrice associazione Gruppo 16 giugno 1944, Gilberto Salmoni, presidente Aned
provinciale) l’evento sarà aperto dalla presentazione di Giacomo Ronzitti, presidente dell’Ilsrec. Seguiranno le relazioni di Claudio Dellavalle dell’Università di Torino e di Paolo Battifora dell’Ilsrec. Prima dell’intervento conclusivo di Annamaria Furlan, segretario confederale Cisl, Paolo Cugurra leggerà una poesia tratta dalle sue memorie della Resistenza.

“Dedichiamo la giornata – dice Piero Fossati – alla memoria di tutti i lavoratori deportati per la loro coraggiosa azione
contro l’oppressione e la dittatura e anche ai ragazzi di oggi perché sappiano sino a che punto era arrivata la barbarie nazifascista e stiano attenti a ciò che accade, nel mondo e intorno a noi, affinché nulla di simile possa mai più ripetersi”.