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Politica

Regione Liguria: la maggioranza tra le “spese pazze” e il fantasma elezioni anticipate. Burlando: “Terminare legislatura”

Liguria. “E’ un momento difficile per la politica ma non solo, dal Mose all’Expo vediamo inchieste che fanno perdere punti di riferimento. Qui, però, non c’è un solo atto della nostra giunta che viene messo in discussione”.

Queste le parole del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando che allontana i fantasmi di una fine anticipata della legislatura – che avrebbe il termine naturale la prossima primavera – sotto le pressioni delle inchieste per le spese pazze della Liguria, con gli arresti di tre consiglieri di maggioranza (Nicolò Scialfa, Marylin Fusco oggi rimessa in libertà e Maruska Piredda), e le critiche della minoranza per le ripetute sospensioni del Consiglio per mancanza del numero legale.

“Nonostante tutto quello che sta accadendo – prosegue Burlando – ho l’assoluta determinazione ad andare avanti fino alla fine di questa legislatura. Dobbiamo gestire partite decisive, da Concordia a Ilva, ho l’esperienza e la squadra giusta per affrontarle ma anche il Consiglio regionale deve assumersi le proprie responsabilità”.

D’intesa con il capogruppo Pd Nino Miceli, ha detto che tra le cose da fare assolutamente c’è una legge elettorale maggioritaria “che consenta al prossimo presidente di governare”, proponendo inoltre sanzioni per i consiglieri assenti ingiustificati e chiede comprensione alla minoranza per le assenze sue e degli assessori impegnati a Roma. Sul tavolo c’è tra l’altro la destinazione di 1,3 miliardi di fondi europei da discutere insieme al Consiglio

Burlando vuole incontrare “il Partito Democratico, la maggioranza e anche i consiglieri di opposizione per parlare di come affrontare questo momento. Siamo a un bivio, dobbiamo parlarci chiaro”.

Il presidente ritiene possibile e necessario che la Liguria “porti a termine la legislatura. Siamo rimaste otto regioni, le altre sono tutte cadute”. “Ma ci vuole dignità per concludere il mandato – ha aggiunto -. L’ultimo appello l’ho fatto sei mesi ma non è stato ancora possibile avere una legge elettorale maggioritaria che garantisca la governabilità. Credo che il Consiglio dovrebbe farla molto rapidamente per consentire al consiglio entrante di funzionare”.

Burlando allontana l’ipotesi di un voto anticipato magari in autunno: “significherebbe bloccare la macchina amministrativa e perdere appuntamenti importanti come ad esempio il bilancio regionale e la programmazione dei fondi europei. Ci sono inoltre 6-7 passaggi delicati con aziende importanti. Alcune partite sono avviate bene, altre hanno bisogno di molta attenzione. Quest’anno farò solo una settimana di ferie, poi sarò di nuovo qui per seguire ad esempio la questione dell’Ilva prima che deflagri”.