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Donna scrittrice Rapallo Carige: De Villepin, Mander e Postorino finaliste della XXX edizione

Milano. Emmanuelle de Villepin con “La vita che scorre”, Marina Mander con “Nessundorma”, e Rosella Postorino con “Il corpo docile”, sono le finaliste della XXX Edizione del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice “Rapallo Carige”, punto di riferimento dalla narrativa a livello nazionale e appuntamento qualificante nel panorama culturale italiano.

La scelta della terna è stata effettuata dalla Giuria dei critici presieduta da Elvio Guagnini tra le 84 opere in concorso. La stessa Giuria ha assegnato il Premio Opera Prima a Giuliana Altamura per il romanzo “Corpi di gloria”.

“Siamo arrivati alla terna finalista selezionando 84 opere – ha spiegato il coordinatore Pierantonio Zannoni – non è stato facile, la difficoltà, anzi, è stata proprio isolare tre opere sole e lasciare da parte tante altre scrittrici, anche di rilievo. De Villepin è una quasi esordiente, Marina Mander anche, Rosella Postorino invece è una scrittrice che nel 2007 era stata scelta come premio opera prima, con ‘La stanza di sopra’”, ha ricordato Zannoni oggi a Milano con un breve excursus sulle finaliste.

La Giuria ha assegnato anche il Premio Speciale della Giuria intitolato ad Anna Maria Ortese a Marta Morazzoni per il volume “Il fuoco di Jeanne”.

I volumi in finale offrono una visione prismatica dell’universo femminile e forniscono spunti per riflettere sul vissuto della donna in una prospettiva autentica e originale.

“Carige del resto è sempre stata molto sensibile alle situazioni del mondo femminile – ha commentato il vicepresidente della Banca, Alessandro Repetto – Quest’anno inoltre ho ravvisato un aspetto importante: di solito la natura maschile tende a sopravvivere, quella femminile, invece, mi sono reso conto proprio grazie alle opere in finale, tende a vivere. In questi romanzi ho potuto notare il senso di disperazione, di sofferenza e solitudine, la portata anche drammatica della vita – ha ricordato Repetto – però alla fine ne emerge un rapporto sempre positivo con essa, quel dare senso alla vita, che è tipicamente femminile”.

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