Quantcast

Provincia di Genova: raccolta differenziata in crescita, ma ancora non basta. Legambiente: “Numeri allarmanti”

Genova. Più 11,61% in quattro anni, ma non basta. Sono le cifre della raccolta differenziata in provincia di Genova, che parlano di una realtà ancora troppo distante dalle attuali leggi in materia.

La normativa, infatti, prevede il raggiungimento del 65% di quota differenziata a partire dal 31 gennaio 2012. Alla fine del 2012 su 235 comuni liguri ben 126 sono ancora al di sotto del 25% e solo 5 hanno raggiunto gli obiettivi di legge.

A livello nazionale la performance migliore, ma comunque insufficiente, la registra il territorio della provincia di Genova che in quattro anni aumenta di 11,61 punti passando dal 21,73% del 2008 al 33,34% del 2012.

“Questi numeri – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – sono tanto più allarmanti quanto più si pensa alla quantità di rifiuti pro capite prodotti dai cittadini liguri. Infatti se ogni abitante italiano ha prodotto, nel 2012, 504 kg, i liguri ne hanno prodotti 586”.

Su questo dato si inserisce quello relativo alla raccolta della cosi detta frazione umida, responsabile dello sviluppo del percolato nelle discariche che produce danni all’ambiente e alla salute dell’uomo.

Nella nostra regione affidarsi allo smaltimento in discarica della frazione umida (e non solo) è ancora troppo ampio. Infatti il conferimento di rifiuti urbani biodegradabili (dei quali l’umido è la parte preponderante) in discarica ammonta a 269 Kg/ab mentre si sarebbe già dovuto raggiungere il limite di 115 kg/anno per abitante dal 2011 e questa quantità dovrà ancora ridursi ad 80 kg/anno/ab entro il 27/03/2018.

“Nel comune di Genova – conclude Grammatico – interessato dal gravoso problema della discarica di Scarpino su cui Legambiente Liguria ha già inviato un esposto in Procura e la corte dei conti ha cominciato ad approfondire gli eventuali danni economici derivanti dalla sua mala gestione, la frazione umida raccolta è aumentata in questi anni passando dalle 497 tonnellate/anno del 2006 alle 11.577 del 2012. Restano ancora da intercettare e recuperare ulteriori 50.000 tonnellate all’anno e sopra tutto continua ad essere necessaria, insieme a politiche di riduzione alla fonte dei rifiuti prodotti, l’individuazione dei luoghi e l’avvio delle procedure per la costruzione degli impianti per il trattamento di questa frazione”.