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Provincia di Genova alle prese con i tagli: possibile chiusura delle scuole il sabato

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Genova. Niente lezioni al sabato mattina per gli studenti delle scuole superiori di Genova e Provincia. La possibilità di ridurre il numero di giorni di lezione, da 6 a 5 (da lunedì a venerdì), a partire dal prossimo anno scolastico è una delle ipotesi al vaglio dei vertici della Provincia genovese. L’obiettivo è di contenere il costo del riscaldamento e dell’energia elettrica delle circa 80 strutture scolastiche di proprietà dell’Ente per far fronte ai forti tagli ai trasferimenti di risorse previsti dal decreto legge 66/2014 in via di conversione.

Dall’Ufficio Scolastico Regionale per ora nessun commento ufficiale in attesa di conoscere le decisioni della Provincia che dovrebbero arrivare a breve. A cascata il provvedimento
riguarderà tutte le scuole della Provincia che, quasi sicuramente dovranno rivedere gli orari delle lezioni. Tra le ipotesi, aggiunte di seste o settime ore o rientri pomeridiani per gli studenti.

“Questa misura potrebbe avere una certa incidenza visto il gran numero di edifici scolastici di proprietà della Provincia – ha affermato il commissario straordinario Piero Fossati – ma non
è garantito che da sola basti a ottenere il risparmio richiesto dalla legge. E la situazione peggiorerà nel 2015, visto l’aumento dell’entità del taglio”. “Proprio nell’anno in cui
la Provincia dovrà diventare Città metropolitana e, in teoria, avere un ruolo più importante di oggi – ha aggiunto – sconterà un handicap finanziario tale da metterla seriamente a rischio di
dissesto. Per questo le Province destinate a diventare Città metropolitane in questi giorni sono in contatto e stanno cercando di sollecitare il governo per evitare il loro default”.

La diminuzione delle risorse a disposizione delle Province mette a rischio la loro stabilità finanziaria. La Provincia di Genova quest’anno dovrà ridurre la sua spesa corrente non
vincolata, pari a 60 milioni, di circa 7-8 milioni, e addirittura di 11 nel 2015. Per questo il commissario straordinario Piero Fossati, insieme al direttore generale Piero
Araldo e gli altri direttori dell’ente, è al lavoro per individuare le voci di spesa su cui intervenire. In ogni caso si tratterà di tagli dolorosi, o sul patrimonio, o sui servizi o
sull’organizzazione interna dell’orario del personale. Tra le misure prese in esame anche la riduzione del numero dei buoni pasto dei propri dipendenti.

Le varie ipotesi di riduzione di spesa riguardano: la chiusura di alcuni centri per l’impiego (attualmente sono 6); la diminuzione al minimo dei servizi di manutenzione nei vari uffici provinciali sul territorio; la riorganizzazione degli orari delle scuole superiori su 5 giorni anziché su 6, per ottenere notevoli risparmi sui costi di riscaldamento e di energia elettrica.