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Cronaca

Prima la protesta, poi una nuova occupazione. Gli sgomberati del Buridda “prendono” la scuola Garaventa

Genova. Un corteo pacifico per le vie della città accompagnato da slogan e scritte contro il sindaco Doria e il Pd e e una promessa: “Oggi ci riprenderemo un pezzetto di quello che ci è stato tolto”. Promessa mantenuta con l’occupazione nel tardo pomerggio della scuola Garaventa in via San Giorgio, nel centro storico di Genova. Si è concluso così il pomeriggio di protesta degli attivisti del laboratorio sociale Buridda, sgomberato tre giorni fa. La Garaventa era inutilizzata da alcuni mesi, con gli alunni trasferitisi nel nuovo complesso di Piazza delle Erbe.

“In questo momento, per le strade della città il #BuriddaVive grazie a tutti voi. A tutti quelli che ci hanno messo la faccia e adesso la voce. Il Buridda non può cessare di esistere. Non importa dove, non importa come. Il Buridda non è un luogo, Il Buridda è un’idea”. Questo messaggio, pubblicato sulla pagina facebook “Salviamo il Buridda”, aveva dato il via poco dopo le 16 di questo pomeriggio al corteo in sostegno del centro sociale sgomberato tre giorni fa.

In piazza De Ferrari si erano così riunite circa 300 persone, perlopiù attivisti del centro sociale, che hanno iniziato a sfilare in via XX Settembre. Opposizione allo sgombero e la richiesta di un nuovo spazio di aggregazione: questi i motivi della protesta.

Il corteo era aperto da un furgone con lo striscione “Giù le mani dai centri sociali, Buridda vive”. Numerosi le frasi ironiche e contro il Comune di Genova, da “Sgomberate Carige non il Buridda” a “Sindaco e Giunta senza dignità ci riprenderemo la città”.

Alla partenza del corteo è stato acceso un fumogeno davanti all’ingresso della sede della Regione. Nel corteo anche due consiglieri comunali della Lista Doria: Marianna Pederzolli e Maddalena Bartolini. I manifestanti hanno percorso via XX Settembre, raggiunto piazza Corvetto, piazza dell’Annunziata e via Gramsci bloccandoa momenti il traffico.

In via delle Fontane, sulla facciata del centro sociale ‘Aut Aut 357’ è stato srotolato uno striscione con la scritta “Renzi duce, Bernini podestà, Marco Doria ancora non lo sa”.