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Piaggio Aero, dopo la fumata nera domani nuovo incontro. Manganaro: “Azienda rispetti i patti”. E Finale fa dietrofront sul blocco delle portinerie

Genova. Fumata nera ieri in Confindustria nella trattativa tra Piaggio Aero e sindacati degli stabilimenti di Genova e Finale che doveva tradurre in pratica l’accordo firmato il 4 giugno al Ministero dello Sviluppo economico e sancito dal sì dei lavoratori in un referendum.

“L’azienda non rispetta i patti”, hanno tuonato ieri sera in un comunicato i sindacalisti savonesi. Il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro questa mattina conferma: “L’azienda ha provato a fare la furba anche su Genova, dapprima dicendo che i posti assicurati nello stabilimento di Sestri erano 180, mentre l’accordo ne prevede 250, ma su questo siamo riusciti a riportarli alla ragione”. Diversa la situazione di Finale: “L’azienda ha detto che oltre all’ingresso della Laer, saranno esternalizzati anche i servizi di portineria, gestione buste paga e assistenza informatica e questo nell’accordo non c’è scritto”. Non solo, e questo riguarda entrambi gli stabilimenti: “Hanno detto che non c’è un euro per l’integrazione al reddito durante la cassa integrazione e questo è inaccettabile”.

I toni ieri si sono scaldati e l’incontro è stato interrotto con un nulla di fatto. Mentre a Genova questa mattina si è tenuta un’assemblea dei lavoratori dove i delegati hanno riferito quanto accaduto, i lavoratori di Finale, ieri sera, avevano concordato di bloccare le portinerie, ma una riunione dei delegati dell’ultim’ora ha deciso il dietrofront dell’ultimo momento, in attesa del nuovo incontro di domani, sempre nella sede savonese degli industriali, dove sarà presente anche la Laer.

Che cosa sia accaduto in queste poche ore, al momento, non è dato saperlo. La Fiom genovese questa mattina aveva fatto intendere che lo stabilimento di Sestri Ponente sarebbe stato al fianco di quello di Finale in un eventuale nuovo percorso di lotta: “Se è vero che Genova non deve dimostrare niente, è altrettanto vero che i genovesi non si chiamano fuori. Vediamo che cosa succede domani, sennò chiederemo a gran voce un nuovo incontro al ministero, coinvolgendo nuovamente anche la Regione per difendere quell’accordo che, se non è stato una vittoria, è stato un pareggio e che ora la Piaggio deve rispettare” aveva spiegato Bruno Manganaro, prima di sapere che Finale non aveva chiuso le portinerie agli addetti delle aziende impegnate nel trasferimento finalese, come previsto.

E questa mattina ai lavoratori aveva spiegato: “Anche i savonesi hanno finalmente capito che il trasferimento a Villanova non è un trasloco, ma una ristrutturazione e anche loro dovranno gestire delle eccedenze, seppur più pesanti per Genova”. Questioni ed eventuali polemiche sono rinviate a domani, giorno in cui si capirà se l’azienda è disponibile a ripartire dall’accordo del 4 giugno oppure no. E una cosa è certa, se ci sarà da lottare per difenderlo, i genovesi, come hanno già dimostrato, non si tireranno indietro. Cosa faranno i lavoratori di Finale e i loro delegati, al momento non è dato saperlo.