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Liguria, storia e destino dei beni confiscati alla criminalità organizzata: la mappa diventa un “viaggio”

Liguria. Da una parte moltissimi giovani che, grazie a Libera e alle associazioni che aderiscono, partecipano in modo attivo alla cultura della legalità, dall’altra l’opportunità di mettere a disposizione beni tolti alla criminalità e messi a disposizione della gente e della comunità. Il “viaggio” sul territorio ligure alla scoperta di questi beni e di come una parte di essi è stata riutilizzata per finalità sociali è una mappa di confische su tutto il nostro territorio.

Un lavoro realizzato grazie ad uno stage attivato con l’Università di Bologna, con la collaborazione di Libera e con il supporto delle strutture regionali e di Datasiel. Nella banca dati, presentata oggi in piazza De Ferrari, sono contenute tutte le informazioni relative ai beni confiscati, la storia processuale dei prevenuti (i soggetti a cui sono stati confiscati i beni), le fotografie dello stato attuale e le notizie sul riutilizzo. Tutto aggiornato anche con riferimento all’ultima maxi-confisca che ha riguardato oltre 100 immobili nel Comune di Genova.

Su 142 beni immobili confiscati alla criminalità organizzata in Liguria, 131 sono in Provincia di Genova. Nel capoluogo ligure c’è un fondo commerciale nel quale trova sede la “Bottega in Scia Stradda”, gestita dalla Cooperativa Il Pane e le Rose onlus della Comunità di san Benedetto al Porto, un immobile in via Corsica, attuale sede del Centro Giustizia Minorile del Tribunale di Genova, un appartamento in via Sanremo, destinato ad alloggio protetto per anziani e un altro utilizzato come alloggio protetto per vittime di violenza, gestito dall’Associazione “Il cerchio delle relazioni”. A Rapallo, un appartamento in via Canessa, utilizzato come alloggio per emergenza abitativa di nuclei seguiti dai servizi sociali. A Bogliasco, nel Golfo Paradiso, un appartamento in corso di recupero sarà utilizzato come centro di aggregazione ludico per attività socio educative rivolte a minori.

“E’ uno studio importante che rilancia la legge regionale a sostegno dei processi contro la criminalità organizzata – ha commentato soddisfatto l’assessore regionale Pippo Rossetti – Si discute spesso se la Liguria sia interessata da questo fenomeno, non ci sono sentenze, ma due Comuni sono stati commissariati e molti beni sono stati confiscati”.

Una delle “tappe” presente sulla mappa è proprio nel cuore di Genova, in via della Maddalena “ed è un luogo oggi vivo contro la mafia”, ha ricordato Rossetti. “E’ importante che le istituzioni si mettano insieme alla società civile. Non possiamo lasciare spazio, la mafia cresce quando ci sono aree grigie in cui legalità e illegalità si confondono – ha aggiunto – mettiamo argini alti per non consentire infiltrazioni, che spesso significano dopare il mercato, la libera concorrenza, le aziende locali che in difficoltà danno braccetto alla criminalità locale e poi si ritrovano nel fallimento. Partiamo dal censimento e vediamo come unire le forze -ha concluso l’assessore – per l’utilizzo di questi immobili per il bene comune”.

Nel corso del Seminario è stato poi presentato il protocollo di intesa tra la Regione e Libera per l’aggiornamento della banca dati, approvato venerdì scorso dalla Giunta regionale. Oltre all’assessore Rossetti erano presenti il referente di Libera Liguria Stefano Busi, Luca Parodi, dirigente della presidenza della Regione, e Raffaella Ramirez, dell’Università di Bologna per l’illustrazione della mappa. Oltre agli assessori comunali di Genova e La Spezia Elena Fiorini e Andrea Stretti e dei Sindaci di Perinaldo e Villanova di Albenga Francesco Guglielmi e Pietro Balestra. Con il contributo di Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto al Porto e don Marino Poggi, direttore della Caritas di Genova.