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Cronaca

“L’erosione era documentata”. Crollo ponte di Carasco: indagati 4 dirigenti della Provincia di Genova

Carasco. Indagini chiuse per il crollo del ponte di Carasco, avvenuto lo scorso ottobre dopo un violento nubifragio e per il quale persero la vita due persone. Il pm Alberto Landolfi ha indagato quattro persone, con l’accusa di omicidio colposo e disastro colposo, perché “con condotte indipendenti, violavano diverse disposizioni di legge in particolare svolgendo la propria attività alle dipendenze della Provincia di Genova”.

Si tratta di Pietro Bellina, ingegnere dirigente responsabile della Direzione lavoro pubblici e manutenzioni; di Stefano Cianelli, ingegnere dirigente responsabile del Servizio progettazione e manutenzione viabilità e idraulica; Renzo Garbarino, geometra responsabile dell’ufficio Manutenzione viabilità della zona Levante; e di Gino Delucchi, anche lui geometra responsabile dell’ufficio Manutenzione viabilità della zona Levante.

Secondo il magistrato “avrebbero omesso di impartire direttive sulla vigilanza per verificare il corretto stato del ponte ovvero di procedere ai controlli e alla vigilanza sulle condizioni del ponte San Pietro di Sturla che destava motivi di preoccupazione”. Inoltre i quattro “avrebbero omesso di adottare qualsiasi controllo, intervento o iniziativa per evitare eventuali danni conseguenti alla fragilità strutturale del ponte e alla costante erosione delle pile, peraltro documentata in una scheda di ricognizione del 2003”.

Nel crollo morirono Lino Gattorna, 68 anni e Claudio Rosasco, 46 anni, rimasti dispersi per circa cinque giorni nelle acque del torrente Sturla.